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"Se  per Itaca  volgi il tuo sguardo fa' voti che ti sia lunga la via e colma di vicende e conoscenze"

(C. Kavafis)

Itaca è una cooperativa sociale di tipo A con sede a Conversano nel sud- est barese.
Nasce nel 1995 con radici esperenziali nel volontariato e si occupa di promozione del benessere di uomini e donne piccoli e grandi, di inclusione sociale di soggetti deboli, di animazione di comunità. Aderisce storicamente al Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) ed è socia fondatrice del Consorzio di Cooperative sociali Meridia; è  Centro C.O.R.A. (centri di orientamento retravailler associati) per la provincia di Bari.

   
 
AREA CORA
Scambio e diffusione dei saperi e delle esperienze.
 
  
ANIMAZIONE

Animazione
di comunità

 
   
STUDI E RICERCHE

 
   

La crisi del modello toscano
<p>La crisi di vocazioni dei volontari? In gran parte un falso mito. Le organizzazioni pi&ugrave; in sofferenza? Quelle del centro Italia: Toscana, Umbria, Marche e Lazio.</p> <p>&Egrave; un&rsquo;indagine per molti versi sorprendente quella realizzata dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione sulla &ldquo;Struttura e dinamica delle Organizzazioni di volontariato nell&rsquo;Italia della crisi&rdquo;, che verr&agrave; presentata nell' edizione di Villaggio Solidale 2012 (<a href="http://www.centrovolontariato.net/">www.centrovolontariato.net</a>) che apre domani e curata dal direttore della Fondazione Riccardo Guidi.</p> <p>L&rsquo;indagine, che sar&agrave; ripetuta l&rsquo;anno prossimo, o al pi&ugrave; tardi nel 2013, &egrave; stata realizzata intervistando 2mila presidenti di Odv italiane. Partiamo dal secondo punto: l&rsquo;affanno del centro Italia, un&rsquo;area del paese che in altri tempi &egrave; stata invece la locomotiva del settore. I dati: <strong>sul versante delle entrate il 46% dei presidenti non osserva variazioni di rilievo fra il 2010 e il 2011</strong> (l&rsquo;anno di riferimento). Il 16% rileva invece un incremento, il 27% una diminuzione (il resto non risponde).</p> <p>Una odv su quattro quindi registra una contrazione dei fondi. &laquo;Si tratta&raquo;, interviene Guidi, &laquo;in buona misura di r<strong>ealt&agrave; attive nel centro Italia e in particolare sul versante della protezione civile</strong>&raquo;. Un dato che fa il paio con quello che dice che il 51% (contro una percentuale nazionale del 45%) delle odv di Toscana, Umbria, Lazio e Marche ha avuto una convenzione attiva con un ente pubblico nel corso del 2011. Una conferma della propensione all&rsquo;istituzionalizzazione dei soggetti attivi in questa area geografica, &laquo;ma che&raquo;, secondo Guidi &laquo;<strong>&egrave; un sintomo di debolezza</strong>&raquo;, considerato anche che proprio i presidente di queste realt&agrave; sono quelli che guardano al futuro con pi&ugrave; pessimismo: nel 14/19% dei casi infatti si aspettano una contrazione del numero e degli importi delle convenzioni, una quota quasi doppia a quella nazionale).</p> <p>Sorprendente anche, come anticipato, un secondo elemento peculiare della ricerca:<strong> in generale il turnover dei volontari ha segno positivo</strong>: circa il 57% delle Odv intervistate dichiarato di avere aumentato i propri volontari nel 2011 (con una forbice che vede il Sud e le Isole al 59% e, ancora una volta, il Centro al 52%). E ancora: solo l&rsquo;8% dei presidenti ritiene che i proprio volontari nel corso del 2012 diminuiranno, mentre il 46% pensa che aumenteranno e il 43% che resteranno stazionari. Crisi dimentica dunque? &laquo;Non credo&raquo;, risponde Guidi, &laquo;anzi ritengo che gli effetti della crisi non sia siano ancora fatti sentire sulle attivit&agrave; di reclutamento. Da questo punto di vista nei prossimi due anni non mi aspetto buone notizie, anche se non &egrave; detto che sia cos&igrave;&raquo;.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>In fot</strong>o <em>un volomtario dell'Anpas, una delle storiche associazioni di Protezione civile con la sede nazionale a Firenze</em></p>

Critical Mass compie dieci anni
<p>Dieci anni dopo pedalano ancora. <a href="http://www.criticalmass.it/" target="_blank">Critical Mass</a>, cio&egrave; la processione di ciclisti che invade ormai da anni con musica e ogni tipo di mezzo a pedali le strade delle citt&agrave; bloccando tutto e tutti, <strong>compie dieci anni.</strong> <strong>La prima volta fu il 23 febbraio 2002, proprio a Milano</strong>, parteciparono in 15. In breve salirono a pi&ugrave; di 200 e la manifestazione migr&ograve; in tantissime altre citt&agrave;, tra cui Roma, Torino, Bologna, Brescia e Cagliari. L&rsquo;idea in realt&agrave; nasce a San Francisco nel 1992, ed &egrave; stata importata in Italia dal 41enne Giovanni Pesce. Prende spunto da una quotidianit&agrave; cinese. Nel paese della bici per eccellenza infatti, a causa della grande crescita, &egrave; ormai normale che i ciclisti abbiano difficolt&agrave; ad attraversare le strade. Cos&igrave; i cinesi hanno cominciato ad abituarsi ad aspettare di essere un numero sufficiente (una massa critica) da riuscire con le biciclette ad interrompere il traffico automobilistico e passare.</p> <p><strong>Ma perch&eacute; creare disagi al traffico e agli automobilisti?</strong> Si tratta di un modo per riappropriarsi delle strade, per sottolineare l&rsquo;esistenza e il diritto a muoversi delle biciclette. Un modo per sottolineare che anche le due ruote a pedali fanno parte del traffico. Per rimanere fedele al proprio messaggio Critical Mass infatti &egrave; spontanea, non ci sono organizzatori n&eacute; rivendicazioni preconfezionate: ognuno partecipa all'evento a titolo personale. Non esistono volantini "ufficiali" n&eacute; portavoce. L&rsquo;organizzazione avviene via internet e anche questa volta &egrave; stato cos&igrave;. Il &ldquo;compleanno&rdquo; &egrave; stato fissato per <strong>gioved&igrave;</strong> dal tam tam in rete dove si &egrave; deciso per una pedalata che<strong> partir&agrave; alle 22.30 da piazza Mercanti</strong> al grido di &ldquo;Il traffico siamo noi&rdquo;.</p> <p>Un appuntamento che non solo celebra una ricorrenza ma anche il peso che questa esperienza ha avuto per la citt&agrave;. &Egrave; anche grazie ai Critical Mass infatti se Milano sta facendo sforzi enormi per diventare sempre pi&ugrave; ciclabile. Ne sono una prova il successo di &ldquo;bike mi&rdquo; e l&rsquo;attenzione sul tema del sindaco Giuliano Pisapia.</p>

Allarme vittime sessuali
<p>In Cambogia la problematica riguardante lo <strong>sfruttamento sessuale di donne e bambine &egrave; sempre pi&ugrave; grave</strong>. Per molte famiglie ormai lo <strong>sfruttamento sessuale dei figli per scopo commerciale &egrave; diventata una (a volte l&rsquo;unica!!) strategia di sopravvivenza</strong>. Nascere donna oggi in Cambogia in alcune zone significa trasformarsi quasi immediatamente in una potenziale vittima di violenza a sfondo sessuale.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p> <p><a href="http://www.intervita.it"><strong>Intervita Onlus </strong></a>da anni conduce una ricerca approfondita e ha attivato un database che permette di raccogliere <strong>informazioni accurate dalle vittime</strong> con lo scopo di aiutare il governo a pianificare un mirato ed efficace intervento sul territorio per fermare l&rsquo;impressionante fenomeno.</p> <p>Dai dati semestrali della ricerca (report finale luglio 2012) emerge un fatto particolarmente preoccupante: sempre pi&ugrave; vittime di violenza sessuale sono bambine. Come se non bastasse, <strong>l&rsquo;et&agrave; media delle bambine violate continua a scendere</strong>, passando negli ultimi tre anni da 14 a <strong>solo 12 anni. Un dato impressionante se si pensa che alcune vittime hanno un&rsquo;et&agrave; compresa tra 1 e 4 anni!</strong></p> <p>In Cambogia la violenza sessuale verso donne e bambine &egrave; spesso correlata al fenomeno del traffico di esseri umani nel sud est asiatico, che in Cambogia ha un volume di circa 200-225 mila tra donne e bambini: un terzo dell&rsquo;intero traffico mondiale. Data la domanda, generata dal turismo internazionale, e la facilit&agrave; di alti guadagni, il traffico di bambine e donne per sfruttamento sessuale &egrave; molto aumentato.</p> <p>Intervita Onlus in occasione della festa della donna rinnova il proprio appello per un aiuto concreto a quelle che saranno le donne di domani, per cambiare per sempre il futuro e le possibilit&agrave; delle bambine di oggi in Cambogia.</p> <p>&nbsp;Intervita Onlus interviene con progetti con obiettivi diversi e complementari:</p> <p><strong>- Progetto Tuk Tuk</strong>: diffondere un messaggio per la sensibilizzazione dei turisti (e della popolazione in genere) a un turismo responsabile e di tutela di bambine e donne</p> <p><strong>- Progetto centro recupero Battambang</strong>:reinserire nella societ&agrave; le vittime di violenza o della tratta umana rendendoli soggetti meno vulnerabili, aumentando le loro possibilit&agrave; di sostentamento economico. &nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>Il progetto <em>Tuk Tuk</em> ha proprio l&rsquo;obiettivo di incrementare la consapevolezza dei turisti sul problema del turismo sessuale e di sostenere la prevenzione dello sfruttamento sessuale e della prostituzione delle bambine. I moto risci&ograve; (tuk tuk), principale mezzo di trasporto locale, sono stati usati, infatti, come &ldquo;mezzo di affissione&rdquo; fondamentali della campagna di sensibilizzazione con la diffusione della linea telefonica &ldquo;Help line&rdquo; per denunciare abusi o chiedere aiuto, oltre, parallelamente, come deterrente per potenziali frequentatori dei circuiti del turismo sessuale.</p> <p>&nbsp;Il Progetto <em>Battambang</em> si concretizza nella gestione di un <strong>centro di accoglienza e recupero</strong> rivolto a bambine dai 5 ai 18 anni vittime del traffico di esseri umani espulsi dalla Thailandia e bambini di strada a rischio di sfruttamento. Per recuperare la salute psico-fisica dei bambini e degli adolescenti accolti nel Centro, &egrave; stato creato un <strong>ambiente protetto e attento ai loro bisogni</strong>, dove personale qualificato si prende cura di loro attraverso:</p> <p>▪&nbsp;&nbsp; <strong>Assistenza medica e psicologica</strong>, ricerca e valutazione della famiglia di provenienza</p> <p>▪&nbsp;&nbsp; <strong>Inserimento nella scuola</strong> pubblica e istruzione informale (alfabetizzazione, corsi di riparazione, attivit&agrave; manuali per acquisire abilit&agrave; utili)</p> <p>▪&nbsp;&nbsp; <strong>Formazione professionale</strong> e accompagnamento all&rsquo;inserimento lavorativo per gli
adolescenti al di sopra dei 15 anni</p> <p>▪&nbsp;&nbsp; <strong>Individuazione di una sistemazione alternativa</strong> al centro nel caso in cui non sia possibile il reinserimento in famiglia.</p>

Villaggio Solidale, il saluto di Napolitano
<p>Da domani, <strong>gioved&igrave; 23 febbraio</strong> e per quattro giorni decine e decine di eventi animeranno il Polo Fieristico di Lucca per la seconda edizione di <strong>Villaggio Solidale, il Salone del Volontariato italiano</strong>. <br />La manifestazione organizzata dal Centro Nazionale per il Volontariato, dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione e dal Cesvot con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la collaborazione di Regione Toscana e Lucca Fiere e Congressi, apre con l&rsquo;<strong>augurio che il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha voluto inviare attraverso i suoi uffici al Centro Nazionale per il Volontariato</strong>. Nel messagio il Presidente della Repubblica definisce l&rsquo;appuntamento di Lucca &laquo;una importante occasione per la promozione dei valori del dialogo, dell&rsquo;accoglienza e dell&rsquo;integrazione&raquo;. Nel suo messaggio Napolitano esprime &laquo;vivo apprezzamento per la meritoria attivit&agrave; delle associazioni coordinate dal Centro volta a diffondere la cultura della tolleranza e del rispetto delle diversita in coerenza con i principi di uguaglianza, solidariet&agrave; c coesione sociale sanciti dalla nostra Carta Costituzionale&raquo;. Nel suo messaggio inoltre, il Capo dello Stato osserva che &laquo;L&rsquo;apporto costante e significativo de1 volontariato, attraverso l&rsquo;opera instancabile di quanti si prodigano con generosit&agrave; e abnegazione a sostegno di chi vive in situazioni di difficolt&agrave; e di disagio, costituisce un fattore essenziale per la pacifica e civile convivenza nel nostro Paese&raquo;.</p> <p>Villaggio Solidale 2012 viene inaugurato a pochi mesi dalla scomparsa di <strong>Maria Eletta Martini</strong>, &ldquo;madre&rdquo; del volontariato italiano e punto di riferimento per l'azione delle associazioni. Alla Martini verranno dedicati due momenti di riflessione durante il Salone.</p> <p>Gli eventi in programma sono pi&ugrave; di 50, oltre 100 le realt&agrave; coinvolte nell'animazione dei quattro giorni, 200 i relatori, 3 i ministeri (Lavoro e Politiche Sociali, Cooperazione Internazionale e Integrazione e Affari Regionali Turismo e Sport) che patrocinano insieme a 15 Regioni italiane, all'Anci e all'Upi, e anche al Segretariato Sociale Rai. Numeri che spiegano le dimensioni di un evento capace gi&agrave; alla prima edizione di richiamare 9mila partecipanti. Il tema centrale di quest'anno &egrave; "Incontri di culture". Protagoniste le associazioni di volontariato locali e nazionali che collaborano a Villaggio Solidale.</p> <p>Per accogliere i dibattiti della quattro giorni saranno attive contemporaneamente 12 sale. Al centro delle discussioni di Villaggio Solidale anche il<strong> rapporto fra societ&agrave; civile e istituzioni</strong>. Nell&rsquo;ampio programma si trovano una serie di iniziative sulle esperienze di impegno sociale dei giovani, dal progetto Scuola e volontariato al servizio civile. Si parler&agrave; del ruolo del volontariato nei cambiamenti del welfare, con un'articolata riflessione sui contesti regionali, del ruolo del volontariato per l'integrazione, di immigrazione, di protezione civile, del volontariato italiano in rapporto al contesto europeo. Tra gli appuntamenti anche il ciclo di laboratori gratuiti di comunicazione sociale &ldquo;Re-imparare a comunicare&rdquo;, rivolto ai comunicatori del non profit e, negli stessi giorni, il primo convegno nazionale del progetto &ldquo;Spazio comune&rdquo;, un sistema di laboratori che promuove iniziative di cittadinanza attiva.</p> <p>Tanti i nomi di rilievo in programma che parteciperanno agli eventi: da personalit&agrave; del mondo della politica con il Sottosegretario al Welfare <strong>Maria Cecilia Guerra</strong>, l'europarlamentare <strong>Silvia Costa</strong>, l'onorevole <strong>Livia Turco</strong>, il vice presidente del Parlamento Europeo <strong>Gianni Pittella</strong>, molti assessori regionali. Fra gli esperti e i protagonisti attesa per gli interventi del Capo Dipartimento della Protezione Civile <strong>Franco Gabrielli</strong>, del presidente del Centro Nazionale per il Volontariato <strong>Giuseppe Zamberletti,</strong> del presidente del Censis <strong>Giuseppe De Rita</strong>, del sociologo <strong>Alain Ehremberg</strong>, del Direttore Generale per il Volontariato del ministero del Welfare <strong>Danilo Giovanni Festa,</strong> di <strong>Emanuele Rossi</strong> della Scuola Sant'Anna di Pisa, <strong>Renato Frisanco</strong> della Fondazione Roma - Terzo Settore. Ospite speciale l'attore e conduttore televisivo <strong>Patrizio Roversi.</strong></p> <p>L'ingresso &egrave; libero e a Lucca sono attesi migliaia di volontari e cittadini da tutta Italia. Il Polo Fiere sar&agrave; attrezzato per accogliere tutti i partecipanti con alcune novit&agrave; e sorprese: lo <strong>spazio bambini gratuito</strong> per permettere ai genitori di partecipare tranquillamente ai momenti di dibattito; un'area allestita dall'<strong>associazione &ldquo;Amici del Cuore&rdquo;</strong> in cui sar&agrave; possibile farsi fare la &ldquo;Carta del rischio personalizzato&rdquo; e controlli legati ai fattori di rischio per le patologie cardiache.&nbsp; <br /> Focus anche sul progetto della Fondazione Banca del Monte di Lucca <strong>&ldquo;Citt&agrave; di Lucca...diventare accessibile&rdquo; </strong>che promuove l&rsquo;accessibilit&agrave; dei siti web delle associazioni di volontariato.</p> <p>Villaggio Solidale sar&agrave; occasione per tutti anche di saperne di pi&ugrave; e sperimentare l'attivit&agrave; fisica adattata per anziani e quella speciale per persone con disabilit&agrave; o che hanno problematiche di carattere neurologiche.</p> <p>Per facilitare l&rsquo;accesso al polo fieristico di Lucca, delle navette gratuite partiranno ogni 20-30 minuti dalla Stazione di Lucca.</p> <p>Per conoscere il programma e iscriversi ai convegni <a href="http://www.villaggiosolidale.com">qui</a></p> <p>&nbsp;</p>

FABER, contro la dispersione scolastica
<p>FABER &egrave; l'acronimo di <strong>Falegnameria e Basi Educative per il Recupero</strong>, ed &egrave; un <strong>corso gratuito</strong> per giovani under 18 che si propone di formare quindici figure professionali esperte in realizzazione di manufatti lignei.</p> <p>Gli addetti opereranno nel settore del legno curandone tutti gli aspetti, come definire e pianificare le operazioni sulla base di documentazione d'appoggio, approntare strumenti e utensili, eseguire e progettare la lavorazione dei pezzi in legno.</p> <p>Faber &egrave; un corso a cura di CSA&nbsp;Centro Servizi per l'Artigianato, consorzio di cooperative sociali So. &amp; Co., ITC Carrara e So.Ge.Sa. 2000 srl., cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo tramite la Provincia di Lucca.&nbsp;</p> <p><strong>Le iscrizioni resteranno aperte fino a esaurimento posti.</strong></p> <p>Per info:&nbsp;</p> <p>CSA Centro Servizi per l'Artigianato di Lucca</p> <p>tel. 0583/4301116; mail: <a href="mailto:csa@cnalucca.it">csa@cnalucca.it</a></p>

Anziani sempre più a rischio
<p><strong>Peggiorano &nbsp;sensibilmente le condizioni sociali ed economiche degli anziani nel nostro Paese</strong>. &nbsp;La crisi prima, le manovre effettuate dai governi nel 2010 e 2011 poi, hanno pesato sulle &nbsp;fasce d&rsquo;et&agrave; anziane peggiorandone &nbsp;le condizioni di vita e facendo crescere i fenomeni di esclusione sociale. &nbsp;&Egrave; quanto emerge dai dati della <strong>II Indagine nazionale sulla condizione sociale degli anziani (in allegato)</strong>, presentata a Roma dall&rsquo;Auser nazionale nel corso di una Conferenza Stampa.<br /> &laquo;Gli anziani, insieme alle donne ed ai giovani &nbsp;sono fra le categorie di cittadini &nbsp;che pi&ugrave; di altri stanno soffrendo gli effetti della crisi e delle manovre economiche&raquo;,&nbsp; ha detto il<strong> presidente nazionale Auser Michele Mangano</strong>. &laquo;Il potere d&rsquo;acquisto delle loro pensioni si &egrave; ridotto del 30% negli ultimi anni con la conseguenza di una drastica riduzione dei consumi, difficolt&agrave; se non impossibilit&agrave; ad affrontare le spese impreviste, e tante rinunce purtroppo &nbsp;spesso legate alla tutela della propria salute ed alla prevenzione. <br /> La parola scomparsa &egrave; Equit&agrave;&raquo;, ha proseguito Mangano, &laquo;chiediamo al Governo di non puntare solo sulla Social Card e di dare maggior peso alla &nbsp;questione sociale. Le risorse si possono trovare, soprattutto dalla lotta alla corruzione e all&rsquo;evasione fiscale&raquo;.<br /> <strong></strong></p> <p><strong>La riduzione dei servizi comunali per gli anziani, crescono le liste d&rsquo;attesa<br /> </strong>Nel periodo ottobre 2011 &ndash; gennaio 2012, in base alla &nbsp;rilevazione annuale effettuata dall&rsquo;Auser, sui bandi comunali per l&rsquo;affidamento di servizi sociali, si registra una sensibile riduzione, pari a circa il 28%, del numero delle proposte di bando dedicate ai servizi per gli anziani. Le variazioni in negativo riguardano soprattutto i comuni con &nbsp;pi&ugrave; di &nbsp;50 mila abitanti. <br /> Le liste di attesa regionali per gli interventi domiciliari di contrasto alla non autosufficienza sono inoltre &nbsp;in crescita in tutte le Regioni &nbsp;soprattutto in Calabria, Campania, Lazio, Piemonte.<br /> &nbsp;<br /> <strong>I consumi degli anziani: in crescita abitazione ed energia, ma si riducono i consumi per alimentazione, abbigliamento e servizi sanitari<br /> </strong>Le statistiche ISTAT mostrano come negli ultimi 8 anni (2003 &ndash; 2010) la spesa media mensile di un anziano solo cresca esclusivamente &nbsp;per l&rsquo;abitazione e l&rsquo;energia (+2,9%) e dei trasporti (+0,7%). Al contrario, nel periodo considerato, l&rsquo;anziano che vive solo ha ridotto soprattutto le spese per l&rsquo;alimentazione (-1,7%), l&rsquo;abbigliamento e le calzature &nbsp;(-0,8%), oltre a quelle per l&rsquo;arredamento (-0,8%) e quelle relative ai servizi sanitari &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;(-0,6%).<br /> Soprattutto quest&rsquo;ultimo capitolo di spesa denota un peggioramento abbastanza grave della situazione dell&rsquo;anziano, che si vede costretto a ridurre una tipologia di consumi considerata fondamentale.<br /> Nel complesso, quindi, il fatto che tra il 2003 e il 2010 la spesa media mensile sia cresciuta di circa 284 euro non &egrave; affatto un buon segno, dato che l&rsquo;aumento proviene esclusivamente da spese legate all&rsquo;abitazione e ai trasporti.<br /> Anche per quanto riguarda una coppia senza figli con capofamiglia ultra65enne, solo una voce di spesa risulta in aumento (sempre nel 2003/2010): quella destinata all&rsquo;abitazione ed energia (+3,9%). In calo risultano essere invece tutte le altre voci di spesa, anche se in modo pi&ugrave; ridotto rispetto alla categoria degli anziani over 65 soli.<br /> Nel 2012 le cose non andranno meglio, si stima un aumento della spesa fino al 5% per l&rsquo;abitazione e i consumi energetici&cedil; ne pagheranno le conseguenze soprattutto gli anziani soli &nbsp;che si troveranno costretti a tagliare su altri capitoli di spesa come il tempo libero, l&rsquo;abbigliamento e l&rsquo;alimentazione.<br /> A questo proposito va ricordato che da gennaio 2012 le tariffe di luce e gas sono aumentate rispettivamente, del 4,8% e del 2,7%, con un maggiore spesa annua di oltre 53 euro (stime Nomisma Energia) mediamente per ciascun nucleo familiare.<br /> &nbsp;<br /> <strong>Il disagio economico e l&rsquo;aiuto alle generazioni giovani. Il forte incremento delle vendite della nuda propriet&agrave;<br /> </strong>In base alle rilevazioni statistiche di immobiliare.it nel 2011 il numero delle offerte di vendita della nuda propriet&agrave; &egrave; cresciuto di quasi il 13%. Da notare anche che negli ultimi mesi il prezzo di partenza, negli annunci di questi immobili, &egrave; sceso mediamente del 6-7%, a conferma che l&rsquo;offerta ha superato la domanda. Dalle interviste a campione che ha effettuato Immobiliare.it tra i venditori-inserzionisti &egrave; emerso che si tratta sempre di persone over 60, ma molti sono gli ultraottantenni. &laquo;Dietro questa scelta &ndash; commentano i responsabili di Immobiliare.it &ndash; c'&egrave; l'esigenza di liquidit&agrave;, che spesso serve ad aiutare i figli a comprare a loro volta casa&raquo;. Il grande vantaggio per chi compra la nuda propriet&agrave; &egrave; infatti il prezzo: dal 5% fino a oltre il 40% pi&ugrave; basso rispetto alla quotazione di mercato della piena propriet&agrave;. Un prezzo che va calcolato in base a una perizia sull'immobile, a cui vengono applicati specifici coefficienti fissati dall'Agenzia delle Entrate, dove lo "sconto" &egrave; inversamente proporzionale all'et&agrave; di chi vende. Secondo l'Agenzia del Territorio, nelle vendite della nuda propriet&agrave; c'&egrave; una quota significativa di atti tra familiari. La recente manovra &ldquo;Monti&rdquo;, inoltre, ha reso di fatto meno conveniente vendere la nuda propriet&agrave; dell&rsquo;immobile. A partire dal 1&deg; gennaio 2012, infatti, la misura del tasso d&rsquo;interesse legale &egrave; aumentata dall&rsquo;1,5 al 2,5% annuo e conseguentemente il ministero dell&rsquo;Economia e delle Finanze, ha modificato la tabella per il calcolo del valore dell&rsquo;usufrutto, basato, appunto, sul tasso d&rsquo;interesse (D.M. 22/12/2011). I nuovi coefficienti, hanno aumentato quindi il valore dell&rsquo;usufrutto e, di conseguenza, diminuito il valore della nuda propriet&agrave;. Ci&ograve; vuol dire quindi che, a parit&agrave; di condizioni e di et&agrave; dell&rsquo;anziano, vendere una nuda propriet&agrave; nel 2012, sar&agrave; per lui maggiormente svantaggioso rispetto all&rsquo;anno passato.<br /> &nbsp;<br /> <strong>Redditi degli anziani: non si naviga nell&rsquo;oro<br /> </strong>in base alle statistiche ISTAT nel 2010 le famiglie italiane composte di soli anziani sono il 28,06% del totale, erano il 27% nel 2007. E i pensionati poveri risultano essere 2,3 milioni, una cifra destinata a crescere. &nbsp;L&rsquo;ISTAT ricorda anche che le pensioni fino a 915,52 euro (cio&egrave; la soglia che nella prima versione del disegno di legge sulla manovra Monti &egrave; stata esentata dal blocco delle indicizzazioni) rappresentano in media il 27,3% del reddito totale delle famiglie con pensionati. <br /> Nel 2011, in base ai dati INPS, su un totale di 5.269.493 pensioni di vecchiaia (il dato si riferisce al numero delle prestazioni), circa il 52% ha un importo inferiore ai 500 euro mensili e ben il 78% non supera i 750 euro. Relativamente invece alle pensioni di anzianit&agrave;, pi&ugrave; del 30% delle prestazioni non supera la soglia dei 900 euro.<br /> Da sottolineare le forti differenze di genere: relativamente alle pensioni di anzianit&agrave; e di vecchiaia, gli importi medi mensili delle pensioni percepite dalle donne risultano, mediamente a livello nazionale, inferiori di quasi 600 euro rispetto a quelle degli uomini.<br /> &nbsp;<br /><strong>Gli anziani e la povert&agrave;<br /> </strong>La stima dell&rsquo;incidenza di povert&agrave; relativa tra gli anziani<strong> </strong>fornita dall&rsquo;Istat, mostra una sostanziale condizione di stasi nell&rsquo;ultimo triennio 2008/2010, con circa il 13% degli anziani che vivono in Italia in condizioni di povert&agrave;. Segnali di peggioramento si osservano, invece, tra gli ultra65enni residenti al Nord, dove l&rsquo;indice, sebbene rimanga il pi&ugrave; basso tra le ripartizioni geografiche, sale dal 6,4 al 7%. Di contro nelle regioni del centro Italia l&rsquo;indice mostra una flessione di quasi 1 punto percentuale tra il 2009 ed il 2010, portando di fatto Nord e Centro sullo stesso piano per ci&ograve; che concerne la povert&agrave;<br /> relativa tra gli anziani. Forte invece la disparit&agrave; geografica con il Mezzogiorno dove oltre il 26% degli anziani vive, secondo i dati Istat riferiti al 2010, in condizioni di povert&agrave; relativa. <br /> <br /></p> <p><strong>Nel 2010, in Italia, il 5,5% degli anziani risultano in condizione di povert&agrave; assoluta, circa lo 0,2% in pi&ugrave; rispetto al 2009.<br /> </strong>L&rsquo;incidenza di povert&agrave; assoluta tra gli anziani &egrave; in aumento, nel biennio 2009/2010, nelle regioni del Nord (+0,5%), confermando i risultati evidenziati per la povert&agrave; relativa, ed in quelle del Centro (+0,5%) mentre, di contro, risulta in flessione nel Mezzogiorno (-0,5%).<br /> Si conferma comunque lo svantaggio delle regioni del Sud (7,2% degli anziani vive in condizioni di povert&agrave; assoluta) e del Nord (5,1%) rispetto quelle del Centro Italia (3,7%).<br /> Oltre agli indicatori relativi alla povert&agrave; relativa ed assoluta, di notevole interesse &egrave; l'indice di &ldquo;deprivazione materiale&rdquo; &nbsp;&nbsp;(non riuscire a sostenere spese impreviste; avere arretrati nei pagamenti &nbsp;come mutuo, affitto, bollette, debiti vari; non potersi permettere in un anno una settimana di ferie lontano da casa, un pasto adeguato almeno ogni due giorni, il riscaldamento adeguato dell&rsquo;abitazione, l&rsquo;acquisto di una lavatrice, di una televisione a colori, di un telefono o di un&rsquo;automobile). <br /> Dal rapporto Istat 2011 emerge che la deprivazione delle famiglie residenti in Italia non varia significativamente tra il 2009 e il 2010. Il 15,7% delle famiglie (era il 15,2% nel 2009) presenta tre o pi&ugrave; sintomi di deprivazione, mentre si trovano in grave deprivazione il 7,1 per cento delle famiglie residenti (6,8% nel 2009).Pertanto circa il 45 per cento delle famiglie in condizioni di deprivazione lo &egrave; in forma grave. E sono i nonni ad aver svolto all&rsquo;interno delle reti famigliari il ruolo di &ldquo;ammortizzatori sociali informali&rdquo;. Tutto questo &egrave; indicativo del ruolo dei pensionati all'interno di un sistema in cui le strutture famigliari sono ancora rilevanti per il mantenimento delle giovani generazioni.<br /> &nbsp;<br /> <strong>La crisi percepita dagli anziani. <br /> </strong>Sono gli anziani a risentire di pi&ugrave; gli effetti della crisi anche a livello di percezione. La conferma arriva dal Rapporto Italia 2012 dell'Eurispes. Infatti, nel 2011 l'81,5% degli anziani indica un deterioramento della propria condizione economica rispetto al 74,8% dell&rsquo;anno precedente.<br /> &nbsp;<br /> <strong>Gli anziani mangiano poco e male</strong>. <br /> Pi&ugrave; di 400 calorie giornaliere mancano all'appello e aumenta il rischio di ricovero. Le cause? In primo luogo la crisi economica. Questi i risultati principali dell&rsquo;indagine sul rapporto tra cibo e anziani realizzata nel 2011 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Padova. Dal vasto studio denominato &ldquo;Nutrage&rdquo; emerge chiaramente che gli over 65 italiani mangiano troppo poco e soprattutto male. Un dato impressionante se si pensa che la malnutrizione pu&ograve; aumentare del 25% la possibilit&agrave; di ricovero in ospedale. <br /> Secondo i ricercatori la ragione principale della malnutrizione negli anziani del nostro paese &egrave; di tipo economico. La crisi, che ha colpito maggiormente la fascia di popolazione pi&ugrave; debole come quella degli over 65, ha fatto calare notevolmente i consumi alimentari. Secondo un'indagine promossa dal Ministero della Salute, inoltre, quasi il 70% degli anziani fa fatica ad arrivare alla fine del mese. In particolare carne e pesce mancano all'appello dei consumi alimentari6.<br /> &nbsp;<br /> <strong>Gli effetti delle manovre correttive, un peso di 3002 euro all&rsquo;anno<br /> </strong>Gli anziani sarebbero doppiamente colpiti dalle manovre correttive. Da un lato, infatti, stanno contribuendo quali ammortizzatori sociali d'emergenza al reddito delle generazioni pi&ugrave; giovani grazie alla sostanziale stabilit&agrave; degli introiti che percepiscono. Dall'altro, tuttavia, sono visti dalle recenti manovre governative messe in atto per far fronte alla crisi strutturale del Paese come &ldquo;soggetti privilegiati&rdquo; sui quali poter applicare riduzioni della spesa pubblica. <br /> Prendendo come unit&agrave; di misura la famiglia e come limite temporale il presente &ndash; e quindi la manovra del Governo Monti cosiddetta Salva Italia &ndash;una volta che la manovra sar&agrave; a regime, le ricadute saranno pari a 887 euro annui a famiglia, ai quali bisogna aggiungere la cifra gi&agrave; prodotta dalle precedenti manovre, che porterebbe il totale a 3.002 euro annui a famiglia.</p> <p><strong>I numeri nel concreto</strong><br />Taglio Enti Locali 163 euro/anno<br /> Aumenti IVA (da 9/2012) 270 euro/anno<br /> Aumenti IMU 1&deg; casa 360 euro/anno<br /> Accise benzina 120 euro/anno<br /> Bollo deposito fino a 50000 euro 47 euro/anno<br /> Addizionale Regionale 0,3% 90 euro/anno<br /> <strong>Totale manovra governo Monti 887 euro/anno<br /> Totale manovre governo Berlusconi 2031 euro/anno<br /> </strong>Aumenti principali tributi enti locali per il 2012<br /> (Add. Irpef, Imu) 84 euro/anno<br /> <strong>Totale generale 3.002 euro/anno<br /> </strong><br /> A tutto ci&ograve; occorre aggiungere la nuova stangata che pesa sulle famiglie italiane: da gennaio le tariffe di luce e gas sono aumentate rispettivamente del 4,8% e del 2,7% con una maggiore spesa annua di oltre 53 euro. Per quanto riguarda la rivalutazione delle pensioni, ci sar&agrave; il mancato adeguamento di <strong>indicizzazione delle pensioni superiori a 1402 euro, che rappresentano il 22% delle prestazioni previdenziali erogate. <br /> </strong>Un secondo fattore impattante il mondo delle pensioni di vecchiaia &egrave; l'accelerazione data all'aumento dell'<strong>et&agrave; pensionabile</strong>, e soprattutto dell'agganciamento di quella femminile con quella maschile. Si tratta di un fenomeno in atto da molto tempo, che tuttavia con le ultime manovre ha ripreso slancio.<br /> Questa tendenza, messa in atto, oltre che per diminuire la spesa, anche per rispondere alla istanze europee che da anni chiedono al nostro paese un adeguamento tra i sessi in materia di et&agrave; pensionabile, rischia di portare con s&eacute; un aumento delle diseguaglianze tra i due sessi. Le donne infatti, sono gi&agrave; enormemente penalizzate all'interno del mercato del lavoro, con salari mediamente inferiori, con un tasso di occupazione inferiore e con prospettive di carriera inferiori. Agganciare la loro et&agrave; pensionabile<br /> a quella degli uomini, quindi, anzich&eacute; un atto di uguaglianza tra i generi, rischia di divenire un ulteriore fattore discriminante.<br /> &nbsp;<br /> <strong>La nuova tassa sulla casa. Penalizzati gli anziani soli<br /> </strong>l'Imu, Imposta Municipale Unica, &nbsp;&egrave; molto simile alla vecchia Ici, ma dalla quale si discosta per alcune caratteristiche che la rendono pi&ugrave; equa, soprattutto nei confronti delle famiglie con figli, ma anche pi&ugrave; iniqua, nei confronti, ad esempio, delle persone anziane. L'Imu, come l'Ici, si basa sull'applicazione di un'aliquota alla rendita catastale della casa. L'aliquota &egrave; del 4 per mille, uguale per tutti, perci&ograve; simile a quella Ici per la prima casa. Ma la rendita da usare per il calcolo va aumentata parecchio, rispetto a prima, perch&eacute; va "rivalutata" del 60 per cento. Poi c'&egrave; la detrazione di 200 euro per la prima casa, valida per tutti. Perci&ograve; l'Imu &egrave; pi&ugrave; leggera dell'Ici, per la casa di abitazione, e pi&ugrave; pesante per le seconde case. Un ulteriore sconto per le famiglie<br /> con figli, di 50 euro a figlio, fino ad un massimo di 200 euro, rende possibile arrivare, in molti casi, a non dover pagare nulla. Chi ci rimette sono le persone anziane che vivono sole, perch&eacute; non possono usufruire della detrazione per i figli e molto spesso abitano in case pi&ugrave; grandi, rispetto alle proprie esigenze, quelle che abitavano quando i figli ancora non se n'erano andati. <br /> Da questo scenario emerge la necessit&agrave; di una maggiore tutela della popolazione anziana, che si trova sempre pi&ugrave; costretta a ricorrere a forme di aiuto informale, non potendo beneficiare di adeguate politiche pubbliche. Tuttavia, anche nell'ambito del care giving informale, come sottolineato dal Rapporto Istat 2011, assistiamo ad una notevole diminuzione delle famiglie, soprattutto anziane, che beneficiano dell'aiuto di tali reti (dal 28,9% del 1983 al 16,7% nel 2009)8. Il rapporto mette in evidenza la diminuzione delle reti di aiuto informali dovuto probabilmente alle trasformazioni occorse nelle strutture famigliari, portando l'attenzione quindi sull'aumento di richieste di aiuto ad enti pubblici e privati. Tutto questo pu&ograve; facilmente portare alla conclusione che diminuire le fonti di reddito principali degli anziani, le pensioni, tagliando anche risorse alle strutture pubbliche di sostegno alle forme di disagio, potrebbe portare a molti anziani un peggioramento della qualit&agrave; di vita.</p>

Forumsad: non chiudete l'Agenzia
<p>Il <strong>Forumsad invita a ripensare la chiusura dell'Agenzia per il terzo settore</strong>, oggetto di discussione nel Consiglio dei Ministri di venerd&igrave; 24 febbraio. In una nota il Forumsad osserva che &laquo;La valorizzazione del sostegno a distanza, avvenuta attraverso l'Agenzia per il terzo settore, non ha pari rispetto alle esperienze avute in passato con le istituzioni che, prima di essa, avevano la delega in materia&raquo;. L'occasione per ribadire questa posizione &egrave; stata il convegno di ieri, 21 febbraio, "Crescere insieme, da lontano - Il sostegno a distanza come progetto di sviluppo umano". <br />Convegno che ha calamitato l'attenzione sul dibattito tra chi afferma che sarebbe un errore chiuderla, il presidente uscente dell'Agenzia per il Terzo settore <strong>Stefano Zamagni</strong>, e il sottosegretario al Lavoro e Politiche Sociali <strong>Maria Cecilia Guerra</strong>, che ha parlato di un probabile futuro accorpamento nel ministero da lei ieri rappresentato. Hanno preso parte al convegno anche il vicepresidente della Camera dei Deputati, Maurizio Lupi e il deputato Giuseppe Fioroni. Presenti oltre al Forumsad altre organizzazioni che si occupano del sostegno a distanza.<br /> <br /> Il sottosegretario Guerra ha premesso che &egrave; interesse del Paese servire il Terzo Settore. Per venerd&igrave; per&ograve; &egrave; stata richiesta al ministero del Lavoro l'elaborazione di una proposta alternativa all'Agenzia, con l'assunzione delle responsabilit&agrave; all'interno del dicastero stesso. Il sottosegretario ha ribadito che il ministero ha le risorse e le capacit&agrave; per garantire le funzioni svolte finora dall'Agenzia in tema di vigilanza, indirizzo e promozione.<br /> <br /> Zamagni ha affermato &laquo;La chiusura dell'Agenzia non &egrave; possibile perch&eacute; solo una legge emanata dal Parlamento pu&ograve; stabilirlo. Si tratta di capire se l'Agenzia possa mantenere o meno le funzioni di terziet&agrave; per cui &egrave; stata costituita. Se queste funzioni venissero internalizzate da un ministero verrebbe a cadere il ruolo. Un'altra possibilit&agrave; &egrave; avviarsi verso un commissariamento, cos&igrave; da dare al governo il tempo di traghettare l'Agenzia verso il futuro, possibilmente verso un'Authority autonoma e indipendente&raquo;<br /> <br /> Il dibattito non ha distolto l'attenzione dalle buone pratiche del sostegno a distanza. Il <strong>Forumsad ha presentato la "Card del sostenitore"</strong>. Lanciata ad aprile 2011 l&rsquo;iniziativa contiene numerose agevolazioni e convenzioni per gli italiani che sostengono a distanza bambini, famiglie e comunit&agrave; nel Sud del mondo.</p>

Primo ministro: ci serve un piano Marshall
<p>Per risollevare la Somalia serve un "Piano Marshall" analogo al programma di aiuti forniti dagli Usa all'Europa. Lo ha ribadito <strong>il primo ministro somalo, Abdiweli Mohamed Ali</strong>, nel corso di un'intervista alla radio della Bbc, alla vigilia della <strong>conferenza sul futuro della Somalia che si tiene a Londra alla presenza dei rappresentanti di oltre 40 Paesi</strong>, tra cui il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, e delle principali organizzazioni internazionali. Nel corso dell'intervista, Ali ha sottolineato che le truppe governative in questa fase stanno costringendo alla difensiva i ribelli shabab. "C'&egrave; un grande miglioramento nel campo della sicurezza", ha affermato il premier somalo. "Ci stiamo allontanando dall'era dei signori della guerra, del terrorismo, dell'estremismo e della pirateria, e ci stiamo dirigendo verso una fase di pace, stabilit&agrave; e normalit&agrave;".</p>

Scontri, Youssou N'Dour ferito a una gamba
<p><strong>Youssou N'Dour, cantante ed esponente dell'opposizione politica in Senegal, e' rimasto ferito ad una gamba durante una manifestazione non autorizzata a Dakar</strong> avvenuta ieri. Lo ha reso noto il suo staff, precisando che a colpire il cantante e' stato un proiettile. "Youssou N'Dour e' stato ferito alla gamba sinistra, e' stato visitato da un dottore ma non vuole farne una questione di Stato e non commentera' questa vicenda", ha dichiarato Charles Faye, portavoce del movimento cittadino del cantante 'Fekke ma ci boole'.</p> <p>Il portavoce non ha detto chi ha colpito il leader dell'opposizione senegalese, ma ha affermato che l'incidente ha avuto luogo durante l'intervento della polizia per disperdere la folla riunitasi a Piazza Indipendenza a Dakar, il cui accesso era stato interdetto dalle autorit&agrave; locali.</p> <p>Sempre pi&ugrave; violenti gli scontri nel paese, intanto. Il bilancio &egrave; di almeno 6 morti, 8 secondo alcune&nbsp;fonti. <br /> &nbsp;<br /> <strong>I dimostranti, scesi in piazza a centinaia per le strade di Dakar, sono contrari alla candidatura, la terza, dell&rsquo;attuale presidente Abdulaye Wade, </strong>ottantacinquenne al potere da 12 anni.&nbsp;La legge prevede un limite di soli due mandati.</p>

Monti manda la Finanza alle onlus
<p>Porte aperte alle visite a sorpresa della Guardia di Finanza nei locali delle onlus, Sarebbe questa una delle principali novit&agrave; contenute nella <strong>bozza del decreto sulle semplificazioni di natura tributaria</strong> messo a punto dal governo. L'altra novit&agrave; di rilievo contenuta nello stesso decreto sarebbe la soppressione - annunciata ma non ancora ratificata - dell'Agenzia per il terzo settore.<br /><br />Nel dettaglio, il provvedimento relativo alle verifiche fiscali modificherebbe il comma 1, dell&rsquo;art. 52, dpr n. 633/1972 (decreto Iva) per potenziare l&rsquo;azione di controllo effettuata nei confronti di tutte le tipologie di enti non commerciali ma in particolare delle onlus destinatarie dei benefici previsti dalla legge omonima (Dlgs. 460/1997). La ratio del decreto sarebbe quella di colpire coloro che, non essendo onlus ma societ&agrave; commerciali, <strong>si ammantano di questa qualifica per godere appunto dei vantaggi fiscali</strong> riservati a fondazioni, associazioni, organizzazioni di volontariato. <br /><br />Finora per effettuare ispezioni nei locali sede delle onlus <strong>la Guardia di Finanza necessitava di autorizzazione da parte dell'Autorit&agrave; giudiziaria</strong>, visto che le sedi dove le organizzazioni senza fine di lucro svolgono le attivit&agrave; istituzionali sono assimilate alle dimore dei privati cittadini. Il decreto - sempre stando a quanto trapela dalla bozza - correggerebbe questa limitazione estendendo le tipologie di locali presso i quali pu&ograve; essere effettuato l&rsquo;accesso da parte della Finanza a quelli utilizzati dagli enti non commerciali, e con particolare riferimento a quelli che beneficiano delle agevolazioni della 460.<br /><br />Dal 1 gennaio al 31 ottobre 2011 l'attivit&agrave; di accertamento portata avanti dalla Finanza nei confronti delle "false onlus" ha permesso di <strong>recuperare poco pi&ugrave; di 65 milioni di euro</strong> in 1800 interventi, secondo i dati diffusi dall'Agenzia delle Entrate.<br /><br /></p>

Lavoro, se anche Emma spara a zero...
<p>Ritornano i fannulloni nel lessico dello scontro politico. Emma Marcegaglia all&rsquo;attacco contro i sindacati colpevoli di voler difendere l&rsquo;articolo 18, nel pieno di una trattativa difficile e quasi arenata. Dure le risposte di Cgil e Cisl, e soprattutto arriva uno stop dal Pd: Bersani non assicura il voto a favore della riforma, se non c&rsquo;&egrave; intesa fra le parti sociali. La situazione &egrave; molto complessa e i giornali l&rsquo;affrontano a modo loro.</p> <ul> <li>In rassegna stampa anche:</li> <li><a href="#PRONTO SOCCORSO">PRONTO SOCCORSO</a></li> <li><a href="#MIGRANTI">MIGRANTI</a></li> <li><a href="#PROFUGHI SINAI">PROFUGHI SINAI</a></li> <li><a href="#TASSE">TASSE</a></li> </ul> <p>Il <strong>CORRIERE DELLA SERA</strong> punta sulla politica: &ldquo;Bersani al premier: il s&igrave; non &egrave; scontato&rdquo; &egrave; il titolo di apertura, e solo nel sommario aggiunge &ldquo;Marcegaglia: il sindacato non protegga ladri e fannulloni. E&rsquo; polemica&rdquo;. &ldquo;Riflessi condizionati&rdquo; &egrave; il titolo dell&rsquo;editoriale di Dario Di Vico, che scrive: &ldquo;La verit&agrave; &egrave; che la politica &egrave; dovuta tornare in gioco perch&eacute; si assiste a una sorta di rassegnazione che ha pericolosamente contagiato i vertici della rappresentanza, sia essa d'impresa o del lavoro. Al governo che indica, magari in maniera didascalica, la necessit&agrave; di una profonda revisione delle distorsioni di un welfare imperfetto, la risposta che arriva dalle parti sociali assomiglia alla pigra difesa dello&nbsp;status quo. Come se piegate dai colpi della Grande Crisi le rappresentanze avessero ceduto la primogenitura del cambiamento.&nbsp; Una volta era dai convegni confindustriali o da qualche elaborazione sindacale eterodossa che venivano le provocazioni pi&ugrave; lungimiranti, le sfide pi&ugrave; intriganti per affrontare le contraddizioni dello sviluppo. In qualche caso il passo si rivelava troppo pi&ugrave; lungo della gamba, ma la tensione a innovare era sempre fortissima, costituiva l'identit&agrave; stessa di quel lavoro. Oggi no, industriali e sindacati sono dei giocatori dishanghai&nbsp;che hanno paura di toccare i bastoncini e di far venir gi&ugrave; tutto&rdquo;.&nbsp;I servizi sullo stallo e sullo scontro verbale di ieri sono alle pagine 2 e 3. Le parole di Emma Marcegaglia sono riportate da Mariolina Iossa: &ldquo;Dice che Confindustria non vuole abolire l'articolo 18, che &laquo;il reintegro deve rimanere per i casi discriminatori&raquo;. Ma dice anche che Confindustria vorrebbe &laquo;poter licenziare le persone che non fanno bene il loro mestiere&raquo;. E si spinge fino a volere un &laquo;sindacato che non protegga gli assenteisti cronici, i ladri e chi non lavora&raquo;. Emma Marcegaglia va all'attacco sull'articolo 18, e ai sindacati, specialmente alla Cgil, viene la pelle d'oca a sentirla parlare cos&igrave;. &laquo;La trovo offensiva&raquo; le risponde con durezza Susanna Camusso e Raffaele Bonanni, su posizioni pi&ugrave; morbide, invita comunque ad abbassare i toni e chiede di &laquo;usare un linguaggio responsabile&raquo;&rdquo;. E quasi per un riflesso condizionato, ecco riapparire persino Brunetta, intervistato da Andrea Garibaldi: &ldquo;Io lo ripeto da sempre. Magari l&rsquo;avesse detto mesi fa&rdquo;. E il governo, come reagisce? Scrive a pagina 2 sempre Garibaldi: &ldquo;A sera, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, interrogata su un ipotetico passo indietro del Pd, ha risposto: &laquo;Se noi dovessimo sempre lavorare con i se... Dobbiamo invece concentrarci sulle cose che sono possibili&raquo;. Come dire: &laquo;Andiamo avanti, poi si vedr&agrave;&raquo;. E a Palazzo Chigi? L'avvertimento di Bersani viene preso sul serio, ma non preoccupa per la tenuta del governo e per gli impegni presi sulla riforma del mercato del lavoro: &laquo;Ci sar&agrave; tempo per chiarire, per trovare un accordo&raquo;&rdquo;.</p> <p>&ldquo;Lavoro, attacco di Confindustria&rdquo;: <strong>LA REPUBBLICA</strong> prende posizione fin dal titolo e dal sommario: &ldquo;Marcegaglia: il sindacato difende ladri e assenteisti. La Cgil: offese gravi&rdquo;. In effetti son volate parole grosse da Firenze dove la presidente in scadenza di Confindustria ha parlato criticando i sindacati. Parole che hanno scatenato le reazioni dei diretti interessati (uno per tutti: Bonanni secondo il quale &laquo;serve un linguaggio pi&ugrave; responsabile&raquo;). Curiose le posizioni dei politici. Secondo Casini &laquo;non si pu&ograve; giudicare Emma Marcegaglia da una battuta&raquo; (ma almeno si potrebbe dire semplicemente cosa si pensa di quella battuta, potrebbe ribattere qualcuno di buon senso).... Per Di Pietro, Emma &laquo;prima di parlare di ladri, dovrebbe guardare in casa sua. Proprio sua, sua&raquo;. Bersani ha avvisato che &laquo;non &egrave; scontato il voto favorevole del Pd a una riforma che non abbia l'accordo dei sindacati&raquo;. In effetti Roberto Mania spiega (nel suo &ldquo;Negoziato ingolfato e Monti tira dritto cresce il partito della riforma senza intesa&rdquo;) il passaggio non &egrave; semplice: serve un accordo ma la tentazione di farlo senza intesa &egrave; fortissima (anche perch&eacute;, in sostanza, sarebbe un tana libera tutti rispetto al futuro: chi rappresenta interessi particolari ha il timore di far perdere qualcosa ai propri iscritti). Il nodo per ora insormontabile &egrave; il nuovo piano sugli ammortizzatori, oltre che l'articolo 18. A chiudere, un dossier sull'assenteismo dal quale emerge che siamo in linea con l'Europa. Anzi che il tasso medio di assenza per malattia in Italia &egrave; inferiore a quello tedesco (1,5 contro 2,1% nel settore privato). Anche nel pubblico le punte di assenteismo si vanno riducendo.</p> <p><strong>IL GIORNALE</strong> dedica alla questione lavoro un richiamo in prima. Andrea Cuomo firma &ldquo;La Marcegaglia si sveglia: i sindacati tutelano i ladri&rdquo;. &laquo;Come se ce ne fosse stato bisogno, la trattativa sulla riforma del lavoro &egrave; da ieri ancora pi&ugrave; calda. Ad alzare il termostato &egrave; stata Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: &ldquo;vorremmo un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e quelli che non sanno fare il loro lavoro&rdquo;&raquo;. All&rsquo;interno dopo il resoconto di Gian Battista Bozzo titolato &ldquo;Rimandato il calo delle tasse: arriver&agrave; col pareggio di bilancio&rdquo; spazio alle esternazioni della Marcegaglia a cui hanno replicato la Camusso, &laquo;ci offende&raquo; e Pierluigi Bersani, &laquo;si pentir&agrave; di averlo detto&raquo;.</p> <p>Il tema del lavoro e dell&rsquo;articolo 18 &egrave; nelle pagine interne del <strong>MANIFESTO</strong>, richiamate in prima con il titolo sui &ldquo;Poteri forti&rdquo;: &ldquo;Fiat sposa Bombassei Cgil contro Fornero&rdquo;. Nel richiamo in prima si legge &laquo;Intanto l&rsquo;Inca Cgil denuncia: &ldquo;La riforma delle pensioni ha creato situazioni drammatiche: persone uscite dal lavoro con accordi firmati anche dal governo, ora non hanno n&eacute; pensione n&eacute; lavoro&rdquo;. E attacca sulla ricongiunzione contributiva onerosa: &ldquo;&Egrave; un furto legalizzato&rdquo;, alle spalle della gente che ha sempre lavorato&raquo;. Alle pagine 6 e 7 La fascia grigia in testa alle pagine riporta sia il caso delle &ldquo;Centinaia di migliaia di lavoratori fuori dal lavoro e senza pensione, oppure costretti a pagare una seconda volta i contributi previdenziali&rdquo; &ndash; cui &egrave; dedicato il titolo di apertura a pagina 6 &ldquo;Una riforma con scasso&rdquo; &ndash; sia il caso articolo 18: &ldquo;Menzogne - Marcegaglia: &laquo;Via l'art. 18; vogliamo solo licenziare fannulloni e ladri&raquo;. E un attacco al sindacato: &laquo;Non li difenda&raquo;. Senza smentite&rdquo;. Nelle stesse pagine, con taglio centrale si parla delle &ldquo;cause per antisindacalit&agrave;&rdquo; con l&rsquo;articolo &ldquo;&laquo;Una sentenza vi punir&agrave;&raquo; La Fiom va dai giudici&rdquo;, della questione dei treninotte &ldquo;Occupate le officine, si scopre la speculazione&rdquo;, ma anche del caso Mercedes di Roma &ldquo;188 lavoratori in mobilit&agrave;, + 51% di fatturato&rdquo; come ricorda l&rsquo;occhiello dell&rsquo;articolo che titola &ldquo;Troppo successo, licenziamone un po&rsquo;&rdquo;.&nbsp;</p> <p>IL <strong>SOLE 24 ORE</strong> apre sul fisco e dedica al tema lavoro la spalla di prima pagina "Confindustria: il sindacato non protegga i fannulloni. Camusso parole offensive". I servizi a pagina 5, con un utile schema dei temi del confronto, con il grado di convergenza fra le parti: &laquo;Domani quinto round Governo-parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. Si parler&agrave; di riordino degli incentivi all'assunzione e trasformazione dei contratti flessibili in rapporti standard. Parti sociali e Governo sono d'accordo nel rilanciare il contratto d'apprendistato. Anche se domani al tavolo le organizzazioni datoriali presenteranno una documentazione non condivisa con i sindacati. Sull'articolo 18 restano le divergenze pi&ugrave; ampie. Mentre sugli ammortizzatori sociali c'&egrave; il nodo "sostenibilit&agrave;".&nbsp;APPRENDISTATO:&nbsp;Il contratto di apprendistato targato Sacconi dovr&agrave; diventare il canale d'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Sono d'accordo le parti sociali, &egrave; d'accordo il Governo. Si studia la possibilit&agrave; di renderlo pi&ugrave; conveniente per le imprese. AMMORTIZZATORI:&nbsp;Imprese e sindacati frenano su possibili interventi su cassa integrazione e indennit&agrave; di disoccupazione. Il nodo resta quello della "sostenibilit&agrave;"&nbsp; del nuovo schema che il Governo vorrebbe far decollare non prima della fine del 2013.&nbsp;FLESSIBILIT&Agrave; IN ENTRATA: &nbsp;Le imprese non vogliono rendere pi&ugrave; cari i contratti d'ingresso al lavoro. Per sindacati e Governo invece la flessibilit&agrave; in entrata deve costare di pi&ugrave;. Domani le organizzazioni datoriali daranno al Governo una documentazione non condivisa con i sindacati.&nbsp;LICENZIAMENTI:&nbsp;Sull'articolo 18 si registra la distanza maggiore tra le parti sociali. E tra queste e il Governo. Confindustria &egrave; favorevole a una manutenzione della norma. Mentre Cgil, Cisl e Uil frenano. Ipotizzato un intervento sui relativi processi per velocizzarli&raquo;.</p> <p>Il direttore di <strong>ITALIA OGGI </strong>sotto al titolo &ldquo;Bisogna abbandonare gli eufemismi sull&rsquo;art. 18&rdquo;, &nbsp;analizza &laquo;il polverone&raquo; scatenato dalle parole della Marcegaglia &laquo;che erano sinora un tab&ugrave;&raquo; ricordando che il concetto era stato espresso da Oscar Farinetti, il patron di Eataly. &laquo;Un uomo che per l&rsquo;agroalimentare italiano all&rsquo;estero ha fatto, lui da solo, pi&ugrave; di tutte le istituzioni pubbliche &nbsp;nell&rsquo;ultimo mezzo secolo e che nei prossimi due anni assumer&agrave; altre 600 persone. Farinetti ha detto che governo e parti sociali debbono trovare un accordo per metter in condizione chi fa impresa di poter arricchire l&rsquo;azienda e i collaboratori e di potersi liberare di chi non ha voglia di lavorare. Farinetti ha potuto dire queste cose, primo perch&eacute; &egrave; un imprenditore coraggioso, e secondo perch&eacute; &nbsp;&egrave; da sempre di sinistra. La sinistra per&ograve;, non potendolo attaccarlo, lo ha silenziato, tant&rsquo;&egrave; che la sua presa di posizione non ha lasciato traccia&raquo;. Magnaschi ricorda esempi di lavoratori lavativi. &laquo;C&rsquo;&egrave; ad esempio il caso dell&rsquo;operaio che durante una manifestazione ha tirato&nbsp;un candelotto addosso a Raffaele Bonanni. L&rsquo;operaio era in malattia, il datore di lavoro lo ha licenziato, il giudice lo ha reintegrato. Che dire dell&rsquo;impiegata di un&rsquo;agenzia di assicurazione che nottetempo distruggeva l&rsquo;ufficio dove lavorava. &nbsp;Scoperta attraverso il circuito di telecamere di sicurezza fu licenziata, ma sei anni dopo terminata la causa il datore di lavoro non solo l&rsquo;ha dovuta reintegrare ma le ha pagato tutte le retribuzioni arretrate&raquo;. Magnaschi ricorda infine:&laquo;Il giuslavorista Trifir&ograve; negli anni 80 raccontava che un giudice rivolto agli avvocati del lavoratore si espresse cos&igrave;: &ldquo;non abbiamo convocato i nostri testimoni&rdquo;&raquo;.&nbsp;</p> <p>Su <strong>AVVENIRE,</strong> &ldquo;Scontro Marcegaglia &ndash; Cgil&rdquo; &egrave; l&rsquo;occhiello del richiamo su &ldquo;Lavoro, dal Pd un s&igrave; non scontato&rdquo;, titolo in bianco a sfondare la foto di un lavoratore in fabbrica nella parte bassa della prima pagina. Il tema &egrave; poi sviluppato a pagina 6 con due articoli &ldquo;L&rsquo;avviso di Bersani: lavoro, s&igrave; non scontato&rdquo; &egrave; il titolo dell&rsquo;apertura che nel catenaccio riporta le posizioni di Alfano &ldquo;premier vada avanti&rdquo; e di Bonanni &ldquo;governo vuole rompere&rdquo;. Il sommario avvisa &ldquo;Il Pd diviso sulla riforma del mercato del lavoro Il segretario avverte il premier: senza un accordo con i sindacati dovremo valutare la nostra posizione. Cicchitto replica: &egrave; una forzatura, non decide la Cgil&rdquo;. &nbsp;A pie&rsquo; di pagina invece l&rsquo;articolo sullo scontro tra Camusso e Marcegaglia, con il titolo: &ldquo;Marcegaglia: &laquo;Il sindacato difende ladri e fannulloni&raquo;&rdquo;. Nel sommario &ldquo;Articolo 18, bufera sul leader di Confindustria che poi ha corretto il tiro. Dura replica di Cgil, Cisl. Uil Camusso: &egrave; offensiva&rdquo;. Nell&rsquo;articolo si osserva che: &laquo;(...) E ora che si avvicina il redde rationem al tavolo sulla riforma del lavoro, le parti sociali alzano la voce&raquo;.&nbsp;</p> <p>&nbsp;&ldquo;Lavoro, il PD gela Monti&rdquo; &egrave; il titolo d&rsquo;apertura de <strong>LA STAMPA</strong>. Continuano gli alti e bassi del partito di centro sinistra sul grande tema della riforma del mercato del lavoro. &ldquo;Bersani al premier: senza intesa col sindacato il nostro s&igrave; non &egrave; scontato&rdquo;.&nbsp; La sintesi politica del quotidiano &egrave; netta: &ldquo;La riforma del mercato del lavoro rischia intanto di diventare l&rsquo;ora X dell&rsquo;appoggio del Pd al governo Monti e della tenuta interna del Pd. &laquo;Senza accordo valuteremo in Parlamento se votare s&igrave;&raquo;, &egrave; la condizione che Pier Luigi Bersani pone al governo, sottolineando come l&rsquo;appoggio non sia scontato. Una posizione che allarma l&rsquo;area "montiana" del partito, lettiani e veltroniani, gi&agrave; in tensione per l&rsquo;annuncio del responsabile economico Stefano Fassina di partecipare alla manifestazione della Fiom pronta alle barricate per l&rsquo;art.18. Lo scontro, apertosi dentro il Pd, dopo l&rsquo;intervista di Walter Veltroni sull&rsquo;art.18 e sul sostegno al governo Monti, non accenna a placarsi anche se il segretario la considera &laquo;fuorviante&raquo; rispetto ai problemi del Paese e al fatto che &laquo;il Pd non &egrave; alternativo a Monti ma respira con due polmoni e noi vogliamo essere alternativi alla destra... poi Monti e i suoi ministri potranno decidere come respirare&raquo;. Un modo per ribadire la centralit&agrave; dei partiti sia nella vita di questo governo ma soprattutto dopo, e uno stop a chi non esclude un governo di larghe intese, magari a guida di un tecnico, anche dopo le elezioni del 2013&rdquo;. Torna a parlare anche Luca Cordero di Montezemolo, in una paginata di intervista, che dice: &ldquo;Bene Monti, ma ora abbassiamo il carico fiscale sui produttori&rdquo;. E sulla sua tanto annunciata discesa in campo: &ldquo;Se la politica non si rinnova, faremo la nostra parte&rdquo;.<br /> &nbsp;<br /> <strong><em>E inoltre sui giornali di oggi:</em></strong></p> <p><span style="text-decoration: underline;"><a name="PRONTO SOCCORSO"></a>PRONTO SOCCORSO</span><br /> <strong>CORRIERE DELLA SERA</strong> &ndash; Due pagine ancora alle vicende romane, ma a pagina 25 un approfondimento di taglio nazionale: &ldquo;Pronto soccorso, 25 morti sospette. Ogni anno 28 mila denunce in corsia&rdquo;. Scrive Simona Ravizza: &ldquo;Le scene vergognose immortalate al Policlinico Umberto I e al San Camillo di Roma sono la punta dell'iceberg di una sanit&agrave; a corto di soldi che offende la dignit&agrave; dei malati. Cos&igrave; i pazienti, maltrattati e trascurati, usano sempre pi&ugrave; una delle poche armi che hanno: la denuncia contro il medico. Riflette Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo): &laquo;Anche la migliore cura, se prestata in un contesto allo sbando, viene spesso considerata sbagliata. E il dottore finisce in Tribunale&raquo;. Nel 2010 le denunce per errore medico sono arrivate a 28 mila. Una crescita vertiginosa: l'aumento &egrave; del 4,2% nel giro di un solo anno. Emerge dal report &laquo;MedMal Claims Italia&raquo;, presentato luned&igrave; dalla societ&agrave; Marsh, leader mondiale nell'intermediazione assicurativa e nella consulenza sui rischi. Il dossier viene considerato uno dei pi&ugrave; attendibili sul fenomeno della&nbsp;malpractice. L'indagine &egrave; stata realizzata su un campione di 2,2 milioni di ricoveri in 80 ospedali pubblici. Le richieste di risarcimento danni da parte dei malati sono 2,7 ogni mille ricoveri. Questo tasso, depurato dai sinistri per cadute e proiettato sugli 11 milioni di ricoveri a livello nazionale, porta alla cifra record di 28 mila denunce. Millequattrocento in pi&ugrave; rispetto al 2009. Le cure in Pronto soccorso sono in cima alla classifica delle proteste dei malati: i reclami sono il 13,06% del totale&rdquo;.<br /> &nbsp;<br /> <span style="text-decoration: underline;"><a name="MIGRANTI"></a>MIGRANTI</span><br /> <strong>IL MANIFESTO</strong> &ndash; Richiamo in prima e ultima pagina dedicata a &ldquo;Storie &ndash; immigrazione&rdquo; per raccontare il caso dei ragazzi tunisini &laquo;spariti&raquo; come sottolinea il richiamo. L&rsquo;ultima pagina si apre con il titolo &ldquo;Spariti? Gli indizi sull&rsquo;arrivo&rdquo; mentre il sommario ricorda &ldquo;Sono 256 ragazzi partiti su quattro imbarcazioni dalla Tunisia alla volta dell'Italia. Non si sono fatti pi&ugrave; sentire, e i loro genitori li cercano disperatamente. Potrebbe sembrare un caso di naufragio. Ma forse non lo &egrave;&rdquo;. Nell&rsquo;articolo la storia raccolta nei dossier realizzati dai parenti in Tunisia che hanno visto i figli in tv nei filmati sugli sbarchi a Lampedusa. &laquo;(...) Per i genitori sono prove dell&rsquo;arrivo dei figli in Italia. Non se ne andranno a mani vuote, ore che in Tunisia l&rsquo;emigrazione non &egrave; pi&ugrave; reato. E finalmente si pu&ograve; gridare che queste vita contano&raquo;. C&rsquo;&egrave; una colonna in cui si d&agrave; conto di un incontro al Viminale &ldquo;I genitori al Viminale, il &ldquo;blocco&rdquo; &egrave; tunisino&rdquo; &egrave; il titolo.&nbsp;</p> <p><strong>IL SOLE 24 ORE</strong> - "Per abbattere i costi permessi di soggiorno con durata doppia": &laquo;Raddoppia la durata dei permessi di soggiorno. Lo annuncer&agrave; oggi il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, nel corso del question time in Parlamento. L'intervento normativo si &egrave; reso necessario a causa dei costi lievitati per il rilascio del permesso fino a 200 euro.&nbsp;Una somma considerata esorbitante da pi&ugrave; parti, visti i i redditi medi degli immigrati. Il problema, per&ograve;, &egrave; stato che i nuovi livelli di contributo fissati non si potevano modificare al ribasso. Allora al ministero dell'Interno &egrave; stata immaginata una strada pratica: raddoppiare la durata dei permessi dimezzando cos&igrave; il costo effettivo. Gli 80 euro previsti per i documenti di soggiorno con validit&agrave; compresa tra tre mesi e un anno sono confermati, ma si passa da sei mesi a due anni. Lo stesso vale per i 100 euro pagati da chi chiede il permesso di durata compresa tra uno e due anni.&nbsp;Il punto decisivo ora &egrave; dare rapida efficacia alla novit&agrave; proposta. Non potendo intervenire con un decreto ministeriale - percorso possibile solo se fosse stata rivista la tassa - ed esclusa la soluzione del decreto legge, le vie sono due. Il disegno di legge, percorso tuttavia dagli esiti imponderabili. Oppure, come sta studiando il Viminale in queste ore, un maxi emendamento al Ddl semplificazione, che avrebbe una corsia accelerata con traguardo certo. Il provvedimento proposto dal ministro dell'Interno e sollecitato anche dal titolare dell'Integrazione, Andrea Riccardi, dovrebbe spingere anche sull'informatizzazione delle procedure dei permessi di soggiorno e delle domande di cittadinanza, per renderle pi&ugrave; celeri e meno burocratiche, con possibili risparmi anche per l'amministrazione dello Stato&raquo;.&nbsp;</p> <p><span style="text-decoration: underline;"><a name="PROFUGHI SINAI"></a>PROFUGHI SINAI</span><br /> <strong>AVVENIRE</strong> &ndash; L&rsquo;apertura di AVVENIRE &egrave; dedicata a un nuovo reportage di Paolo Lambruschi sul caso dei profughi nel deserto del Sinai &ldquo;Fuga dall&rsquo;inferno&rdquo; il titolo che nel sommario spiega &ldquo;Braccato dai predoni l&rsquo;eritreo testimone degli orrori del Sinai&rdquo;. &ldquo;Su Solomon W. C&rsquo;&egrave; una taglia di 50mila dollari. &Egrave; fuggito dai suoi rapitori e sa troppo della tratta di persone e organi nel deserto egiziano&rdquo;. Scrive Lambruschi &laquo;(...) I predoni beduini agli ordini di Yasser Abu Simya di Rafah, nel distretto del nord, a pochi chilometri dalla Striscia di Gaza, hanno messo una taglia di 50mila dollari sulla testa di Solomon W, 25 anni, profugo eritreo rapito fuori dal campo profughi sudanese dell&rsquo;Onu di Shagarab dai trafficanti di uomini Rashaida nello scorso dicembre e rivenduto a una gang appartenente alla trib&ugrave; Ramailat. Dopo aver assistito durante un mese e mezzo di prigionia a omicidi, torture, stupri, e aver visto un sacchetto contenente organi umani pronti per il mercato nero, &egrave; riuscito a fuggire e a rifugiarsi in una moschea. Ora si trova nelle mani dello sceicco Mohamed, appartenente a una cellula salafita, fazione nemica dei trafficanti di organi, che lo ha nascosto. La sua sorte &egrave; appesa a un filo. (...)&raquo;. Pagina 3 &egrave; interamente dedicata al fatto con tre articoli, oltre al racconto di Solomon si pu&ograve; leggere l&rsquo;intervista al giornalista israeliano Ehud Yaari che afferma &laquo;Quei beduini fanno quello che vogliono&raquo; e nel sommario si sottolinea come secondo Yaari &ldquo;dopo la rivoluzione contro Mubarak,&egrave; stato collasso totale, il deserto &egrave; senza legge&rdquo;. L&rsquo;ultimo articolo &egrave; sul rapporto realizzato, come spiega il sommario: &ldquo;L&rsquo;Icer, comitato internazionale della diaspora eritrea, ha scovato uno per uno i responsabili dell&rsquo;ignobile traffico. All&rsquo;appello per&ograve; mancano ancora le &ldquo;menti&rdquo;&rdquo;.&nbsp;<br /> &nbsp;<br /> <span style="text-decoration: underline;"><a name="TASSE"></a>TASSE</span><br /> <strong>AVVENIRE </strong>&ndash; Richiamo in prima pagina per una notizia che guarda al futuro &ldquo;Meno tasse dal 2014, o prima?&rdquo;, nell&rsquo;occhiello evidenziato in giallo si legge &ldquo;Dalla lotta all&rsquo;evasione un fondo per gli sgravi a famiglie e redditi bassi&rdquo;. Gli articoli e l&rsquo;infografica &nbsp;che descrive le misure allo studio si trovano a pagina 5. Nel sommario dell&rsquo;articolo di apertura si legge: &ldquo;Il premier: &laquo;Procediamo coi piedi di piombo&raquo; Nella bozza non c&rsquo;&egrave; la norma sull&rsquo;Ici per il non profit&rdquo;.</p>

Ecco il certificato di deposito dedicato a "Missio"
<p>Banca Etica lancia un nuovo strumento di risparmio responsabile: il certificato di deposito dedicato a &ldquo;Missio&rdquo;, la Fondazione della CEI che promuove e sostiene le opere missionarie nel mondo.&nbsp; I risparmiatori potranno recarsi presso le filiali e gli uffici dei &ldquo;banchieri ambulanti&rdquo; di Banca Etica in tutta Italia (per l'elenco si veda www.bancaetica.it/contatti) e destinare una quota dei propri risparmi alle quasi 1.100 Chiese di Missione dipendenti dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli che operano in Africa, America, Asia e Oceania (<a href="http://www.missioitalia.it/" target="_blank">dati dell'Agenzia FIDES al 24 ottobre 2010</a>)</p> <p>Il certificato di deposito &egrave; uno strumento di investimento che vincola il risparmio per un periodo di tempo determinato (da 1 a 3 anni), consentendo a Banca Etica il sostegno di progetti a breve e medio termine. I certificati di deposito &ldquo;dedicati&rdquo; sono prodotti a tasso fisso collegati a particolari progetti, ad ambiti specifici di finanziamento o ad organizzazioni del terzo settore, del volontariato e dell'associazionismo. Al momento della sottoscrizione, il cliente pu&ograve; scegliere a quale progetto o realt&agrave; dedicare il suo risparmio.</p> <p>Il certificato di deposito dedicato a Missio si aggiunge a quelli gi&agrave; esistenti dedicati a: Action Aid Italia Onlus; CTM Altromercato; Fair Trade Italia; Etimos; Emmaus Italia; Cooperativa Mam.re ed "Il Roveto; Cooperativa Insieme (Vicenza); Vicini di Casa (Udine); MLAL - Movimento Laici America Latina (Verona); Microcredito e Pace; Centro diocesano di Padova.</p> <p><a href="http://bancaetica.it/Content.ep3?CAT_ID=31844&amp;ID=771378" target="_blank">Qui l&rsquo;elenco completo di tutti i certificati di deposito</a></p>

Villa Adriana sotto osservazione dell'Unesco
<p>"<strong>L'Unesco potrebbe togliere a Villa Adriana il sigillo di patrimonio dell'umanit&agrave;.</strong> Il caso &egrave; stato messo all'ordine del giorno e sar&agrave; discusso alla prossima riunione che si svolger&agrave; a giugno a San Pietroburgo". &Egrave; quanto <strong>denuncia Urbano Barberini</strong>, coordinatore del 'Comitato salviamo Villa Adriana.</p> <p>&laquo;Un progetto scellerato, <strong>quello della discarica di Corcolle-Villa Adriana</strong> -ha aggiunto Urbano Barberini- che rischia non solo di cancellare Villa Adriana dai siti dell'Unesco, ma di distruggere una delle zone paesaggistiche e archeologiche pi&ugrave; importanti del mondo, di dare un colpo, in maniera irreparabile, all'immagine del nostro Paese nel mondo&raquo;.</p> <p>&laquo;Mi appello, come coordinatore del Comitato salviamo Villa Adriana - prosegue il principe Barberini- alla governatrice Polverini, e al sindaco di Roma Gianni Alemanno <strong>affinch&egrave; chiedano al prefetto Pecoraro di fare un passo indietro sulla sua decisione</strong>, e non assumersi la responsabilit&agrave; della distruzione di un sito patrimonio dell'umanit&agrave;. Sarebbe un atto irreparabile. &Egrave; assurdo farsi sfuggire siti che sono assurti a patrimonio dell'umanit&agrave; -conclude- volano per l'economia, per il turismo, 'pozzi petrolifer&igrave; da sfruttare e non sommergere da rifiuti".</p>

Niente canone sui Pc
<p>La Rai rinuncia al canone su pc, tablet e smartphone. &laquo;In Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore&raquo; dichiara in una nota Viale Mazzini. &laquo;A seguito di un confronto avvenuto questa mattina con il ministero dello Sviluppo Economico&raquo;, si legge, &laquo;la Rai precisa che non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone&raquo;. &laquo;La lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai&raquo;, entra nel merito l'Azienda, &laquo;si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, societa' ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, societ&agrave; ed enti abbiamo gi&agrave; provveduto al pagamento per il possesso di uno o pi&ugrave; televisori&raquo;.</p> <p>&laquo;Ci&ograve; quindi&raquo;, precisa la Rai, &laquo;limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica del computer rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster (Bbc&hellip;) che nella richiesta del canone hanno inserito tra gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione radiotelevisiva, oltre alla televisione, il possesso dei computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone. Si ribadisce pertanto che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore&raquo;.</p>

Verso un raddoppio della durata dei permessi
<p><strong>Sar&agrave; l'allungamento della durata dei permessi di soggiorno (si parla addirittura di un raddoppio)</strong> l'aspetto principale delle "rivoluzione" alla quale sta lavorando il governo. Lo riferisce il sito stranierinitalia.it. Nuove procedure, con un'iniezione di informatica, dovrebbero poi snellire i tempi per rilasci e rinnovi. Secondo il sito le novit&agrave; arriveranno a giorni, con un decreto ad hoc o con un emendamento al decreto sulle liberalizzazioni che &egrave; all'esame del Parlamento. <strong>Allungando la durata dei permessi, si interverrebbe indirittamente anche sull'impatto della tassa in vigore</strong> dallo scorso trenta gennaio, dilatando i tempi tra un esborso e un altro. Il contributo e' fissato in 80 euro per i permessi di durata compresa tra tre mesi e un anno. Raddoppiando la durata di validita' dei documenti (che diventa da sei mesi a due anni), lo straniero risparmia la met&agrave; dell'importo dovuto. Lo stesso vale per i 100 euro pagati da chi chiede il permesso di durata compresa tra uno e due anni.</p> <p>Ieri, in Senato, &egrave; intervenuto <strong>il ministro all'integrazione Andrea Riccardi. </strong>Ha detto: "Con il ministro Cancellieri siamo d'accordo per eliminare tutte quelle norme vessatorie, quei ritardi inspiegabili, quelle lentezze burocratiche che rendono umiliante per gli stranieri la richiesta di permessi, certificati, documenti''.</p>

Gli americani profanano il Corano. Esplodono disordini
<p>Sale la tensione in Afghanistan dopo la <strong>profanazione di alcune copie del Corano</strong> avvenuta ieri nella base americana di Bagram. Centinaia di manifestanti sono scesi oggi di nuovo in piazza in particolare a Jalalabad, nell&rsquo;est del Paese, e a Kabul, scandendo slogan come "Morte all'America". Il bilancio provvisorio sarebbe di <strong>un morto e una ventina di feriti</strong>, anche se si suppone che possa aumentare di ora in ora. Un medico interpellato dalla Bbc denuncia l'uccisione di una persona e il ferimento di dieci a Jalalabad. Altri dieci feriti si registrano invece nella capitale dove le forze di sicurezza avrebbero esploso colpi d'arma da fuoco in aria. <strong>Chiusa a titolo precauzionale l'ambasciata degli Stati Uniti a Kabul</strong> e il suo personale &egrave; barricato all'interno.</p> <p>Le proteste sono in corso da ieri, dopo la diffuzione della notizia che alcuni addetti della base aerea, che si trova a nord della capitale, avevano dato fuoco a materiale religioso islamico, fra cui almeno quattro copie del libro sacro per i musulmani.</p> <p>Sassi e pietre sono stati lanciati contro Camp Phoenix, la principale base americana alla periferia di Kabul, mentre nella citt&agrave; di Jalalabad i dimostranti avrebbero paralizzato il traffico bloccando le principali arterie di comunicazione. Ma <strong>le proteste sono arrivate anche a Herat</strong> dove sono dispiegati la maggior parte dei militari italiani in Afghanistan nell'ambito della missione della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf). Lo riferisce la tv locale Tolo senza precisare in quale zona della citt&agrave; si registrino le manifestazioni.</p> <p>&nbsp;</p>

Due giornalisti sarebbero stati uccisi a Homs
<p><strong>Una giornalista Usa e un giornalista francese, insieme ad altri reporter locali, avrebbero perso la vita a Homs</strong> quando l'edificio in cui si trovavano, nel quartiere di Bab Amro, &egrave; stato fatto bersaglio di cannoneggiamenti. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, che cita attivisti locali, senza fornire ulteriori dettagli. I due reporter si trovavano all'interno di un centro stampa allestito dai militanti antiregime, come riferisce la Bbc, che conferma la presenza di altri morti e feriti nell'edificio.</p> <p>Da giorni il quartiere d<strong>i Bab Amro &egrave; bersaglio di pesanti cannoneggiamenti da parte delle forze fedeli al regime di Bashar al-Assad.</strong></p> <p>Sarebbero<strong> R&eacute;mi Ochlik</strong>, <strong>fotoreporter francese</strong> e <strong>Marie Colvin, </strong>giornalista statunitense del <strong>Sunday Times </strong>i due giornalisti che secondo Al-Jazira e Al-Arabiya sono stati uccisi oggi a Homs. Ci sarebbe anche <strong>un terzo giornalista ferito </strong>durante i bombardamenti che hanno colpito un centro dedicato alla stampa dei militanti oppositori al regime.</p> <p>Sul suo sito il quotidiano francese <strong>Le Monde </strong>riporta la testimonianza di un militante contattato via Skype che racconta: &laquo;Due giornalisti sono stati uccisi quando i bombardamenti hanno colpito il nostro centro stampa nel quartiere di Baba Amro. Tre o quattro altri giornalisti stranieri sono stati feriti&raquo;</p>

Le forze di polizia continuano a uccidere chi protesta
<p>Un anno dopo la rivolta, le forze di sicurezza egiziane continuano a uccidere manifestanti con le stesse tattiche brutali usate negli ultimi giorni di potere di Hosni Mubarak. <strong>Lo ha denunciato oggi Amnesty International, analizzando il modo in cui la polizia antisommossa ha agito nel corso di recenti proteste al Cairo e a Suez.</strong></p> <p>Le proteste erano seguite ai fatti di Port Said, quando il 1&deg; febbraio oltre 70 tifosi dell'Al-Ahly erano stati uccisi al termine di una partita di calcio.</p> <p>Tra il 2 e il 6 febbraio, le forze antisommossa alle dipendenze del ministero dell'Interno hanno fatto ricorso alla forza eccessiva, comprese le armi da fuoco, per disperdere le proteste, uccidendo almeno 16 persone e ferendone centinaia.</p> <p>"Il comportamento delle forze di sicurezza ricorda purtroppo molto da vicino quel periodo che molti egiziani, dopo la "rivoluzione del 25 gennaio", pensavano di essersi lasciati alle spalle" -<strong> ha affermato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International</strong>. "La promessa di riformare le forze di sicurezza continua a suonare vuota di fronte all'uccisione di oltre 100 manifestanti negli ultimi cinque mesi".</p> <p>"Non solo non hanno fatto le riforme, ma le autorit&agrave; egiziane continuano a negare l'uso di pallottole di gomma e munizioni letali e a denunciare interferenze straniere" - ha proseguito Sahraoui.</p> <p>Le autorit&agrave; del Cairo <strong>hanno annunciato indagini sulle circostanze che hanno provocato la morte o il ferimento grave di manifestanti.</strong> Tuttavia, non &egrave; stata appresa alcuna lezione del passato e non sono state date chiare istruzioni alle forze di sicurezza, compreso l'esercito, affinch&eacute; sia rispettato il diritto di manifestare pacificante e le operazioni di ordine pubblico siano condotte in linea con gli standard internazionali.</p> <p>Le proteste di febbraio al Cairo e a Suez sono state disperse ricorrendo alla forza letale, senza preavviso, nei confronti di persone che in larga parte stavano manifestando in modo pacifico e cantando. In alcune circostanze, tuttavia, i manifestanti hanno tirato pietre e bombe molotov contro i poliziotti, che in rari casi sono stati raggiunti da colpi d'arma da fuoco.</p> <p>"<strong>La polizia non dovrebbe usare le armi da fuoco se non per autodifesa</strong> o per difendere altre persone da un'immediata minaccia di morte o di ferimento grave. Le armi da fuoco possono essere usate solo quando strettamente necessario per proteggere vite umane" - ha precisato Sahraoui.</p> <p>Sebbene le forze di sicurezza abbiano il dovere di mantenere o ripristinare la legge e l'ordine, il recente uso eccessivo della forza in Egitto ha mostrato un totale disprezzo per la vita umana.</p> <p>"&Egrave; ora davvero evidente che i<strong>l nuovo parlamento deve avviare con urgenza le pi&ugrave; che dovute riforme per cambiare le modalit&agrave; d'intervento delle forze di sicurezza </strong>durante la manifestazioni. Se l'apparato di sicurezza non verr&agrave; riformato in modo da garantire la sicurezza e rispettare il diritto di manifestazione pacifica, temiamo di dover assistere ad altri bagni di sangue" - ha concluso Sahraoui.</p>

Stupro: il triste "sorpasso" degli uomini sulle donne
<p>Per la prima volta il Dipartimento di Giustizia americano ha pubblicato <strong>una stima ufficiale sugli abusi sessuali commessi nelle carceri Usa.</strong>&nbsp; I numeri relativi alle denunce effettivamente presentate erano mlto bassi: nel 2008, per esempio, il governo aveva registrato 935 casi confermati di abuso sessuale. Dopo aver svolto indagini, ed eseguito alcuni calcoli, il Dipartimento di Giustizia &egrave; arrivato a un numero ben diverso: 216.000 vittime (non casi di violenza, ma vittime: molte di loro subiscono pi&ugrave; abusi nel corso dell'anno). <br />&nbsp;<br />In base a questi inediti, sconvolgenti dati, il Dipartimento di Giustizia ha informato l'opinione pubblica americana del fatto che lo stupro in carcere rappresenta la maggioranza di tutti gli stupri commessi negli Stati Uniti, facendo degli Usa<strong> il ​​primo paese nella storia del mondo a contare pi&ugrave; stupri di uomini che di donne.</strong> <br />Le vittime di violenza sessuale fuori dal carcere sono infatti circa 213mila l'anno, il 90% delle quali sono di sesso femminile.</p>

Sostegno a distanza: superati 375mila aiuti attivi
<p>&Egrave; stato presentato a Roma uno studio dell&rsquo;Agenzia per il Terzo Settore <strong>sulla realt&agrave; del Sostegno a distanza (Sad)</strong>, una delle forme di solidariet&agrave; pi&ugrave; conosciute e diffuse dagli italiani: emerge una fotografia chiara di come una significativa fetta del non profit italiano investa in interventi a favore di persone che vivono in paesi in via di sviluppo e di come gli italiani scelgano di essere fedeli negli anni verso la solidariet&agrave;.</p> <p>Ogni anno <strong>111 organizzazioni non profit (ONP) tra le pi&ugrave; rappresentative muovono circa 400 milioni di euro</strong> in progetti di cooperazione o solidariet&agrave; internazionale di cui 100 milioni derivano proprio dal Sad. Il campione preso in esame &egrave; qualitativo e molto rappresentativo, seppure non possa rappresentare l&rsquo;intero panorama delle ONP attive in Italia ( si pensi alle molteplici esperienze missionarie, legate alle varie diocesi o alle piccolissime organizzazioni che sostengono micro progetti). Si stima che in Italia circa due milioni di italiani abbiano un Sad.</p> <p>&ldquo;Malgrado la crisi economica che ha riguardato tutti &ndash; <strong>ha detto Marida Bolognesi, consigliere dell'Agenzia che ha moderato la giornata dal titolo &ldquo;Crescere insieme da lontano&rdquo;</strong> - il Sad dimostra di tenere o di aver subito solo una lieve flessione, perch&eacute; &egrave; stato compreso dalle organizzazioni e dai cittadini il valore aggiunto rispetto ad altre forme di raccolta fondi. Con il progetto <strong>&ldquo;Sad in chiaro&rdquo; dell'Agenzia abbiamo dimostrato che sono molte le buone prassi in Italia</strong>, soprattutto perch&eacute; le organizzazioni investono in sviluppo e educazione nei paesi in difficolt&agrave;. Inoltre la tipica reciprocit&agrave; del Sad tra beneficiario e donatore &ndash; ha concluso &ndash; fa s&igrave; che i cittadini non abbandonino gli impegni presi&rdquo;.</p> <p>Il campione &ndash; Corrisponde infatti organizzazioni iscritte all'Elenco dell'Agenzia, aderenti alle Linee Guida per il Sostegno a Distanza. Molte di queste fanno parte delle principali reti di promozione del Sad: Forum Sad, Cini, Coresad, Elsad.</p> <p><strong>Le ONP. </strong>Le 111 organizzazioni hanno sede su tutto il territorio nazionale ma sono concentrate in prevalenza nel Nord Italia e nel Lazio, in particolar modo a Roma. Operano attraverso la cooperazione internazionale e, per alcune in modo esclusivo, attraverso il Sad. Sono piccole - 39 ONP con &lt;250mila di euro; medie - 30 di queste hanno bilanci tra i 250mila e un milione di euro; grandi - 33 con bilanci tra un milione di euro e 10 milioni; <strong>big - 9 dichiarano bilanci superiori ai 10 milioni di euro.</strong></p> <p><strong>Chi sceglie il SaD</strong>. Singoli e famiglie: il fatto che il Sad instauri una relazione con il beneficiario resta l&rsquo;elemento vincente perch&eacute; il donatore ha la chiara percezione di chi sta aiutando. Questa relazione quasi &ldquo;privata&rdquo; garantisce continuit&agrave; e fedelt&agrave; da parte dei sostenitori che si sentono direttamente responsabili dell&rsquo;impegno preso. <strong>L'impegno economico annuale va da euro 225 a un massimo di euro 338 con una media stimata di euro 282.</strong></p> <p><strong>Quanti Sad </strong>Sono <strong>375.262 i Sad attivati nel mondo dalle 111 ONP italiane, a favore di singoli beneficiari o comunit&agrave;. </strong>Se l'aiuto &egrave; individualizzato (per 224.893 SaD su 375.262) il destinatario &egrave; un minore (68%) o un giovane (2,6%) con o senza una famiglia.</p> <p><strong>Chi lavora per il Sad.</strong> Donne sia che il personale sia dipendente (68%) o volontario (59%). Le 111 ONP hanno dichiarato che <strong>il 78,8 % delle persone attive &egrave; volontario</strong>, mentre solo il 9,9% &egrave; costituito da personale dipendente.</p> <p><strong>Il boom del Sad.</strong> Pur essendo una forma di solidariet&agrave; di lunga tradizione in Italia &ndash; le prime forme di Sad risalgono agli anni Sessanta &ndash; &egrave; dagli anni &lsquo;90 in poi che il SaD si &egrave; imposto come azione integrante e strutturale di tutte le ONP, sia quelle di nuova costituzione che quelle preesistenti. Nel triennio &lsquo;97-2000 sono nate la gran parte di ONP dedite al Sad: il periodo coincide con l&rsquo;introduzione della legge 460/97 per il regime Onlus, che contemplava, tra l&rsquo;altro, la normativa dei benefici fiscali per i cittadini nella dichiarazione dei redditi (detrazione del 19% per le erogazioni alle ONP con riferimento agli importi destinati ai Paesi in via di sviluppo).</p> <p><strong>Impatto geo-sociale</strong>. Sono stati mappati i Paesi in cui le ONP realizzano gli interventi SaD, sia per singoli destinatari che per gruppi o comunit&agrave;. <strong>Da un lato l'Africa si conferma il continente particolarmente privilegiato con il 42% di Sad attivi </strong>in 45 Paesi destinatari di intervento; dall'altro l&rsquo;analisi dei numeri in assoluto di SaD per Paese, individua alcuni Stati con altissima concentrazione di sostegni a distanza rispetto ad altri: l'India con 53.316 SaD, il Brasile con 31.332 e il Mozambico con 16.915.</p> <p><strong>Il Sad in chiaro</strong>. L'Agenzia per il Terzo settore, ente pubblico vigilato dalla Presidenza del Consiglio, ha promosso due anni fa l'iniziativa &ldquo;Sad in chiaro&rdquo; e realizzato www.ilsostegnoadistanza.it: un sito completamente dedicato al Sad dove i cittadini possono trovare l'elenco delle organizzazioni che aderiscono alle &lsquo;Linee guida&rsquo; emanate dalla stessa Agenzia. Il progetto ha previsto l'istituzione di un Osservatorio che ha monitorato l'andamento del Sad in Italia e l'adesione di organizzazioni non profit alle<strong> Linee Guida e alla loro corretta applicazione.</strong></p>

#salvaciclisti conquista Pisapia
<p><strong>Giuliano Pisapia</strong> &egrave; il primo sindaco di una grande citt&agrave; italiana ad aderire alla <strong>campagna #salvaiciclisti,</strong> che da oltre 10 giorni impazza sul web. &laquo;Aderisco all'appello #salvaiciclisti - scrive il sindaco di Milano sul suo twitter - . La sicurezza &egrave; il primo requisito per una Milano realmente ciclabile&raquo;.</p> <p>La campagna, nata in Gran Bretagna dalle pagine del Times e rilanciata in Italia da un <strong>gruppo di blogger ciclisti,</strong> ha raccolto finora migliaia di adesioni sui social network ed &egrave; arrivata fino al <strong>Senato</strong>, dove un <strong>ddl a firma Ferrante (Pd), e firmato da altri 62 senatori di ogni parte politica</strong> con l'eccezione della Lega, &egrave; al momento in attesa di essere calendarizzato.</p> <p>Identica iniziativa &egrave; stata presa alla Camera da Vernetti (Api) e Sarubbi (Pd). <br />Da giorni &egrave; in corso un<strong> "tweet bombing" </strong>per chiedere ai sindaci delle citt&agrave; italiane l'adesione alla campagna, che chiede varie misure tra cui l'adozione dei 30 km/h in citt&agrave;.</p>

Zamagni «Sbagliato internalizzare l'Agenzia al ministero»
<p>Il Sottosegretario al Lavoro e Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra, intervenendo al convegno svoltosi a Sala delle Colonne di Palazzo Marini, "Crescere insieme, da lontano" sul Sostegno a distanza (cfr allegato) <strong>si &egrave; espressa sul futuro dell'Agenzia per il Terzo settore.</strong> &laquo;L'interesse di tutti &egrave; servire al meglio il Terzo settore, una ricchezza per il Paese&raquo;, ha detto: &laquo;il ministero del Lavoro &egrave; stato investito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri <strong>di stilare un progetto di fattibilit&agrave; e valutare ipotesi.</strong> Il ministero al suo interno ha le risorse e le capacit&agrave; per garantire le funzioni svolte finora dall'Agenzia in tema di vigilanza, indirizzo e promozione. <strong>Decider&agrave; il Consiglio dei ministri venerd&igrave; prossimo</strong> ma il nostro obiettivo &egrave; valorizzare tutte le risorse esistenti e il lavoro svolto finora, sostenendo le attivit&agrave; degli Osservatori del ministero".</p> <p>&laquo;La chiusura dell'Agenzia non &egrave; possibile perch&eacute; solo una legge emanata dal Parlamento pu&ograve; farlo&raquo;, <strong>ha detto il professor Stefano Zamagni, presidente dell'Agenzia</strong>. &laquo;Il tema da capire &egrave; se l'Agenzia possa mantenere o meno le funzioni di terziet&agrave; per cui &egrave; stata costituita. Se queste funzioni venissero internalizzate da un ministero, verrebbe a cadere il ruolo di terziet&agrave;. Un'altra possibilit&agrave; &egrave; avviarsi verso un commissariamento, cos&igrave; da dare al governo il tempo di traghettare l'Agenzia verso il futuro, possibilmente verso un'Authority autonoma e indipendente&raquo;.</p>

Tornano gli Stati generali del volontariato
<p><strong>Il 13 e 14 aprile, a Roma,</strong> &laquo;dopo dieci anni <strong>ci saranno gli stati generali del volontariato</strong>, alla presenza del Presidente della Repubblica, Napolitano&raquo;. Lo ha annunciato il capo della Protezione Civile, prefetto <strong>Franco Gabrielli</strong>, nella sua audizione in commissione Ambiente di Montecitorio.</p> <p>Gli stati generali del volontariato &laquo;saranno il luogo &ndash; ha spiegato il prefetto al termine dell'audizione - in cui tutte le anime del volontariato organizzato di Protezione civile, dai gruppi comunali alle espressioni provinciali e regionali fino ai grandi gruppi di volontariato organizzato di Protezione civile, a seguito di un percorso gi&agrave; iniziato con tesi e dibattiti, discuteranno di ci&ograve; che oggi &egrave; il ruolo del volontariato, di quelli che sono gli strumenti normativi che lo disciplinano e soprattutto su quelle che saranno le prospettive&raquo;.</p> <p>Quello del volontariato, ha rimarcato Gabrielli, &laquo;&egrave; un fenomeno che ci inorgoglisce perch&egrave; indica generosit&agrave; e partecipazione ma ha anche avuto le sue crisi di crescita, che devono essere ricondotte a una visione ordinata perch&egrave; questa ricchezza non vada dispersa e non si creino sovrapposizioni o situazioni di non corretto impiego&raquo;.</p> <p>&laquo;Occorre fare in modo - ha aggiunto il capo della Protezione civile - che tutto ci&ograve; che proviene da questo mondo di generosit&agrave; arrivi fino in fondo ai destinatari, che poi sono gli stessi cittadini, i quali hanno sempre pi&ugrave; bisogno del ruolo del volontariato&raquo;.</p> <p>Un impegno, quello del volontariato, che Gabrielli ha definito "decisivo" anche nella societ&agrave;: &laquo;Laddove esistono gruppi comunali o espressioni di grandi organizzazioni di Protezione civile abbiamo territori consapevoli o attrezzati che, pur patendo le ingiurie delle calamit&agrave;, hanno la capacit&agrave; di rispondervi in maniera adeguata&raquo;, ha concluso.</p>

Chevo-Perù: il progetto si presenta
<p>&Egrave; stato presentato questa mattina un progetto che vede insieme sport e solidariet&agrave;, una societ&agrave; di calcio di serie A e una ong impegnata nella cooperazione internazionale. Si tratta di <strong>&ldquo;Chievo nel mondo, il mondo nel Chievo&rdquo;</strong>. <br />&laquo;Solidariet&agrave;, giustizia, diritti umani e sviluppo. Non sono pi&ugrave; temi esclusivi degli addetti del settore. Partnership come questa, tra un&rsquo;organizzazione di cooperazione internazionale come ProgettoMondo Mlal, da 45 anni impegnata in programmi di sviluppo in America Latina e Africa, e una societ&agrave; sportiva come il ChievoVerona Calcio, dimostrano anzi che la sfida riguarda ormai davvero tutti: operatori economici, educatori, sportivi, cittadini&hellip;&raquo;. Sono le parole usate dal <strong>presidente dell&rsquo;ong ProgettoMondo Mlal, Mario Lonardi</strong>, ha voluto presentare il nuovo impegno triennale che vedr&agrave; per tre anni schierate insieme le due realt&agrave;, fianco a fianco delle organizzazioni di bambini e adolescenti lavoratori che operano nell&rsquo;estrema periferia di Lima.</p> <p>Con il coinvolgimento della prima squadra, le giovanili e la CuoreChievo, grazie anche a un logo offerto da un noto marchio giovanile peruviano, sar&agrave; promossa, come ha illustrato nel dettaglio la dirigenza del <strong>ChievoVerona</strong> attraverso la propria portavoce Monica Foti, una raccolta fondi sull&rsquo;intero territorio nazionale che contribuir&agrave; a ristrutturare e ampliare nuovi spazi di aggregazione, formazione e istruzione per gli adolescenti di uno dei quartieri pi&ugrave; disagiati della capitale peruviana, Amauta. Uno dei tanti nuovi agglomerati, senza servizi n&eacute; spazi per i giovani, sorti negli ultimi vent&rsquo;anni nella zona desertica che circonda Lima.</p> <p>Padrino e testimonial naturale della <strong>campagna Chievo-Per&ugrave;</strong>, il giocatore <strong>Rinaldo Cruzado</strong>, originario proprio di Lima: &laquo;&Egrave; per me un onore partecipare a un&rsquo;iniziativa che riguarda direttamente il mio Paese, ma soprattutto sono orgoglioso di potere sostenere con il mio impegno di uomo e di sportivo un progetto che si rivolge ai bambini che, in Per&ugrave;, come in molti altri Paesi del mondo, soffrono per un diritto negato&raquo; ha detto il giocatore. &laquo;Personalmente mi sento coinvolto su pi&ugrave; livelli. Non ultimo quello del mio essere anche genitore. Ci tengo infatti che i miei figli imparino a conoscere e a capire anche condizioni e contesti diversi da quelli che hanno la fortuna di vivere loro&raquo;, ha concluso Cruzado.</p> <p>&laquo;Iniziative come quella del Chievo-Per&ugrave; sono in definitiva la dimostrazione plastica di un mondo che cambia, che supera i confini comunali e nazionali per diventare quell&rsquo;occasione concreta che ci colloca, da protagonisti, dritti al centro del mondo!&raquo;, ha riassunto il presidente dell&rsquo;ong veneta, Lonardi. Chiara Bebber, responsabile per ProgettoMondo Mlal di questa iniziativa, illustrando nel dettaglio le attivit&agrave; che, grazie anche a un cofinanziamento dell&rsquo;Unione europea si stanno promuovendo nell&rsquo;ambito dell&rsquo;intero progetto, ha ribadito quanto sia strategico per l&rsquo;ong lavorare al fianco di ragazzi, con il coinvolgimento di un mondo giovane come &egrave; quello del calcio, per una crescita completa degli adolescenti del Sud del Mondo. Perch&eacute;, ha detto, &laquo;lo sport non &egrave; solo gioco e simbolo di successo: per milioni di bambini &egrave; soprattutto un&rsquo;opportunit&agrave; di guadagnare in autostima, condividere il quotidiano con altri coetanei, sperimentarsi e provarsi in un gruppo e difendersi dai richiami della strada e della violenza. In questi casi il calcio diventa una reale possibilit&agrave; di crescita&raquo;.</p>

Vittorio Nozza: «Sì al Servizio Civile obbligatorio»
<p>Anche <strong>don Vittorio Nozza, direttore uscente della Caritas Italiana</strong>, si schiera a favore di un Servizio Civile universale. Su <strong>Avvenire</strong>, in un&rsquo;intervista con Paolo Lambruschi, ha infatti spiegato, &laquo;sono favorevole al ripristino del Servizo Civile obbligatorio perch&eacute; per la Caritas e la comumit&agrave; ecclesiale la lunga storia del servizio alternativo al militare &egrave; stata positiva&raquo;. Non solo. Nozza ha anche sottolineato lo stretto legame con il Terzo Settore spiegando che &laquo;il Servizio Civile ha constituito un patrimonio di valori, di idee che &egrave; germogliato, dando vita ad esperienze importanti di volontariato di cooperazione e di partecipazione sociale e politica in tutte le comunit&agrave;&raquo;. In conclusione &egrave; stato toccato anche il nodo educativo. &laquo;Nel decennio dedicato dalla Chiesa italiana alla sifida educativa sarebbe importante venisse ripristinato. Anche perch&eacute; i giovani rispondono all&rsquo;appello se c&rsquo;&egrave; un&rsquo;emergenza, ma oggi manca l&rsquo;educazione alla prossimit&agrave; e alla relazione&raquo;, ha chiuso Nozza. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p> <p><em><strong>Leggi anche:<br /></strong></em>- <a href="http://www.vita.it/news/view/118497" target="_blank">Petizioni.&nbsp;Labsus aderisce al Manifesto per il Servizio Civile universale</a></p> <p>- <a href="http://www.vita.it/news/view/117989" target="_blank">Anteprima.&nbsp;Prodi: &laquo;Un aiuto ai giovani. Il servizio civile sia obbligatorio&raquo;</a></p> <p><a href="view/117990" target="_blank">Per aderire al Manifesto di Vita (in allegato in alto) clicca qui </a></p>

Pc, tablets e smartphone liberi dal canone
<p>E alla fine la <strong>Rai precisa</strong>: &laquo;mai chiesto il canone per pc, tablets e smartphone&raquo;. Insomma il regio decreto 1938 quello che aveva funzionato da miccia per l&rsquo;invio della richiesta del pagamento del canone speciale torna nei cassetti della storia. A questo punto mamma Rai ricorda che il pagamento &egrave; dovuto da &laquo;chiunque detenga &ndash; fuori dall&rsquo;ambito familiare (es. imprese, societ&agrave;, uffici) &ndash; uno o pi&ugrave; apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive&raquo; quindi non per il mero possesso di un personal computer. Dopo giorni di mobilitazione in rete, l&rsquo;ashtag pi&ugrave; popolare era diventato #raimerda, arriva il comunicato di viale Mazzini con il dietrofront, o meglio la precisazione.</p> <p>Tutti tranquilli, dunque, i professionisti, gli studi, le partite Iva, ma anche le onlus (associazioni, cooperative sociali ecc.), che avevano gi&agrave; ricevuto l&rsquo;avviso della Rai? Quasi. Gi&agrave;, perch&eacute; i bizantinismi in Italia non muoiono mai come i regi decreti.</p> <p>&laquo;Eravamo in una situazione paradossale&raquo;, ammette il <strong>tesoriere di Avis nazionale, Rocco Chiriano</strong> che da presidente di una cooperativa sociale si era gi&agrave; visto arrivare il bollettino con la richiesta di 200 euro per il canone speciale Rai, ma soprattutto preoccupato per le migliaia di sedi locali Avis, tra comunali&nbsp; - ben 3.215 &ndash; provinciali e regionali le sedi totali sul territorio sono circa 3.300: &laquo;avevamo fatto un conto di 650mila euro di esborso. Un&rsquo;assurdit&agrave; a fronte di tagli al 5 per mille e riduzioni varie. Si ha come l&rsquo;impressione che chi fa le leggi faccia fatica a fare dei collegamenti con la realt&agrave;&raquo;.</p> <p>Secondo Chiriano, comunque, <strong>non bisogna abbassare la guardia</strong> &laquo;non &egrave; la prima volta che con il Regio decreto del 1938 si tenta di far pagare il canone Rai a pi&ugrave; soggetti, lo avevano gi&agrave; fatto pochi anni fa&raquo;.</p>

Giovedì da Strasburgo sentenza sui respingimenti
<p>&Egrave; attesa per gioved&igrave; 23 febbraio, alle 10.30, la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sui respingimenti attuati dall'Italia verso la Libia a seguito degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglati dal governo Berlusconi. Lo riferisce il Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir). <br /> &laquo;Sar&agrave; una sentenza storica&raquo; e &laquo;potrebbe vietare in modo definitivo e inderogabile le operazioni di respingimento di migranti intercettati o soccorsi anche in acque internazionali&raquo;, dichiara Christopher Hein, direttore del Cir.</p> <p>&laquo;La pronuncia della Corte - sottolinea Hein - marcher&agrave; un principio fondamentale di cui anche l'attuale Governo non potr&agrave; non tenere conto nel rinegoziare gli accordi di cooperazione con il governo di transizione libico&raquo;.</p> <p>Il 6 maggio 2009, a 35 miglia a sud di Lampedusa, in acque internazionali - ricorda il Cir - le autorit&agrave; italiane hanno intercettato una nave con a bordo circa 200 persone di nazionalit&agrave; somala ed eritrea (tra cui bambini e donne in stato di gravidanza). I migranti sono stati trasbordati su imbarcazioni italiane e riaccompagnati a Tripoli contro la loro volont&agrave;, senza essere prima identificati, ascoltati n&eacute; preventivamente informati sulla loro effettiva destinazione. I migranti non hanno avuto alcuna possibilit&agrave; di presentare richiesta di protezione internazionale in Italia. Di questi 200 migranti, 24 persone (11 somali e 13 eritrei) sono state rintracciate e assistite in Libia dal Consiglio Italiano per i Rifugiati e hanno incaricato gli avvocati Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci dell'Unione forense per la tutela dei diritti umani di presentare ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo.</p> <p>Le successive condizioni di vita in Libia dei migranti respinti il 6 maggio 2009 - sostiene il Cir - sono state drammatiche. La maggior parte di essi &egrave; stata reclusa per molti mesi nei centri di detenzione libici ove ha subito violenze e abusi di ogni genere. Due ricorrenti sono morti nel tentativo di raggiungere nuovamente l'Italia a bordo di un'imbarcazione di fortuna. Altri sono riusciti a ottenere protezione in Europa, un ricorrente proprio in Italia. Prima respinti e poi protetti, a dimostrazione della contraddittoriet&agrave; e insensatezza della politica dei respingimenti.</p> <p>&laquo;Oltre al giudizio che la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo esprimer&agrave; sulle violazioni del diritto internazionale, dobbiamo comunque sottolineare che l'Italia ha una responsabilit&agrave; morale diretta sulle conseguenze dei respingimenti. Le storie di violenza che i ricorrenti ci hanno raccontato, sono drammatiche. &Egrave; evidente che i respingimenti sono stati la causa diretta per cui centinaia di rifugiati sono stati detenuti in Libia e per cui molti hanno perso poi la vita nel tentativo di raggiungere, di nuovo, l'Europa&raquo;, commenta l'avvocato Anton Giulio Lana, legale dei ricorrenti. &nbsp;<br /> Al riguardo, si deve ricordare che, secondo le stime dell'Unhcr, circa 1.500 migranti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l'Italia via mare nel 2011.</p>

Duemila bambini rimasti soli nel Sud
<p>Il governo di Khartoum ha dato l&rsquo;ultimatum al Sud Sudan<a href="http://www.sositalia.it/Cosa-Facciamo/Dove-Aiutiamo/Africa/Sudan/Pages/default.aspx"><strong>&nbsp;</strong></a> per il rimpatrio, a partire da marzo, di migliaia di persone fuggite al nord a causa del conflitto scoppiato nel 2011 e 2.000 di loro sono <strong>bambini privi di cure familiari</strong>.</p> <p>Con l&rsquo;obiettivo di rispondere a questa emergenza, <strong><a href="http://www.sositalia.it" target="_blank">SOS Villaggi dei Bambini</a> Sudan </strong>- in collaborazione con il Ministero degli Affari Umanitari, le autorit&agrave; locali, le agenzie ONU e le ONG presenti sul campo - allestir&agrave; due rifugi temporanei rispettivamente a Juba e Malakal, dove si prender&agrave; cura di <strong>400 bambini</strong>, offrendo loro accoglienza temporanea, accesso all&rsquo;istruzione e sostegno psicologico, che sar&agrave; garantito a molti altri bambini, in collaborazione con le autorit&agrave; locali e il governo.</p> <p>In parallelo l&rsquo;Associazione avvier&agrave; le procedure di <strong>riconoscimento dei piccoli non accompagnati per poi iniziare le attivit&agrave; di ricongiungimento familiare</strong>.</p> <p>Le <strong>esplosioni di violenza nel Sud Sudan </strong>non si fermano. Hanno raggiunto un nuovo picco a gennaio 2012, causando migliaia di morti e, recentemente, il <strong>deterioramento delle relazioni </strong>tra i due paesi fa riaffiorare i timori di una nuova guerra civile.</p> <p>SOS Villaggi dei Bambini &egrave; <strong>presente in Sudan da pi&ugrave; di 30 anni </strong>rispettivamente con 2 Villaggi SOS, uno nel nord a Khartoum e l&rsquo;altro nel Sud a Malakal, nei quali accoglie pi&ugrave; di 200 bambini. Nel Sud Sudan accoglie 25 ragazzi nella Casa del giovane SOS. Nel nord aiuta bambini, ragazzi e famiglie, per un totale di 4.975 persone, grazie a 1 Casa del giovane, 1 Asilo SOS, 2 Scuole SOS, 2 Centri di formazione professionale e 2 Centri di Sviluppo sociale.&nbsp;</p> <table style="width: 100%;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"> <tbody> <tr> </tr> </tbody> </table>

5 per mille, partecipazione anche oltre i termini
<p>Nella bozza di decreto del Dl foscale, ci sono anche aklcune misure che riguardano il non profit</p> <p><strong>5 per mille. anche oltre i termini. </strong>''A decorrere dall'esercizio finanziario 2012 possono partecipare al riparto del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche gli enti che pur non avendo assolto in tutto o in parte, entro i termini di scadenza, agli adempimenti richiesti per l'ammissione al contributo, abbiano i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento; presentino le domande di iscrizione e provvedano alle successive integrazioni documentali entro il 30 settembre''.</p> <p><strong>Potenziati i controlli nei confronti di soggetti del Terzo settore.</strong> La norma estende il potere di accesso degli ispettori fiscali per combattere le frodi Iva nei confronti di enti non commerciali e agenzie onlus. Nella bozza, per&ograve;, non compare, per il momento, l'introduzione dell'Ici per chiesa e no profit.</p>

Belletti: clausola antigravidanza scandalosa
<p>&laquo;&Egrave; <strong>davvero scandalosa la "clausola antigravidanza" inserita nei "contratti ultraleggeri" della Rai</strong>&raquo; commenta <strong>Francesco Belletti</strong>, presidente del Forum delle associazioni familiari. &laquo;Ma non solo di gravidanza si tratta; ancora pi&ugrave; scandalosa &egrave; la logica del contratto emerso da questa vicenda, che evidenzia una inaccettabile penalizzazione e discriminazione per i lavoratori flessibili&raquo;.</p> <p>Beleltti prosegue: &laquo;Se un lavoratore regolarmente assunto si ammala, si infortuna, o aspetta un bambino, gode, giustamente, di molte protezioni; se &egrave; "consulente" - cio&egrave; precario - l'azienda pu&ograve; interrompere unilateralmente il rapporto di lavoro, "senza alcun compenso o indennizzo a suo favore&raquo;.</p> <p>&laquo;La Rai almeno in questo - purtroppo - svolge la sua funzione di servizio pubblico&raquo; osserva amaramente &laquo;&egrave; specchio fedele del paese, di un Paese in cui si parla di oltre due milioni di lettere di dimissioni in bianco firmate da giovani donne "in et&agrave; da bambino" (se resti incinta, te ne vai) o dove i dipendenti Fiat se fanno ricorso a congedi parentali o ad una qualunque delle facilitazioni previste con bambini piccoli devono rinunciare ai ricchi premi di produzione!&raquo;</p> <p>Secondo Belletti siamo di fronte a una &laquo;schizofrenia sociale vista la sempre pi&ugrave; diffusa consapevolezza di essere in pieno inverno demografico e viste le discussioni in Parlamento per arrivare addirittura al congedo di paternit&agrave; obbligatorio...&raquo;</p> <p>Continua Belletti: &laquo;Eppure in Rai, qualcuno ha scritto quel contratto costringendo i precari a questi contratti capestro; qualcuno lo ha approvato (dov'erano i sindacati?). Se a viale Mazzini, costantemente sotto i riflettori, la cosa &egrave; venuta fuori, quanti altri contratti capestro simili a questo sono oggi sottoscritti da tanti giovani?&raquo;</p> <p>&laquo;Una cosa &egrave; certa: se qualcuno del Forum delle associazioni familiari avesse letto quel contratto, mai lo avrebbe accettato, anzi, lo avrebbe subito denunciato&raquo; conclude Belletti. &laquo;E la Rai avrebbe evitato l'ennesima brutta figura!&raquo;.</p>
 
 
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